ZUPPA LOMBARDA UNA STORIA E UNA RICETTA DI GENTI RUDI, FORTI E DI GRANDE CUORE

prima di dare la ricetta ci vuole un pò di storia, molte città ne vogliono la paternità io credo però che quella vera sia questa che vi dò.
I Lombardi erano le popolazioni che vivevano al di là del crinale appenninico rispetto alla Garfagnana, le popolazioni del modenese, del reggiano, del bolognese, o così almeno li chiamavano i Garfagnini.

i “Lombardi” venivano in Garfagnana a fare gli operai stagionali, per il taglio della legna, per la raccolta delle castagne, per lo scambio delle merci tra i mercati di Modena e Castelnuovo Garfagnana.

Gente forte, rude, sia il garfagnino che il lombardo, che badava a lavorare sodo per portare a casa qualche spicciolo per il sostentamento delle famiglie che a quei tempi contavano dieci o dodici figli, più i vecchi che stavano in casa, gente di poche parole ma di grande cuore.

Così a metà giornata tutti si fermavano per mangiare un boccone, c’era poco da scegliere, fagioli scritti garfagnini, quando andava di lusso lessati con un pezzo di cotenna di prosciutto o di lardo, pane fatto in casa passato sulle braci ad arrostire un pò.

Il pane veniva messo nei piatti, e sopra ci andavano i fagioli con un pò di brodo, una zuppetta calda e ristoratrice, così i garfagnini cercarono amicizia nell’invitare i lombardi a mangiare tutti assieme questo pasto frugale.

Questa è storia e non fantasia e si trova riportata su tanti libri di storie e usanze garfagnine.
Oggi la zuppa lombarda che molti ristoranti offrono come antipasto si fà così:

si passa del pane casalingo in forno, (volendo potete anche strusciarlo leggermente con aglio) si bagna con olio extravergine un pò pizzichino, toscano, abbondante pepe e i fagioli scritti (borlotti o lamon se non li trovate) lessati a fuoco lentissimo, salati dopo cotti, andranno a bagnare tutto col loro brodo di cottura.
Sopra alcuni mettono anche un ciuffetto di erbi di campo spontanei lessati e tritati, ci stanno bene, ma anche senza è una leccornia.
E’ veramente un piatto da re, adatto a tutte le stagioni.
FONTE EZIO LUCCHESI

Share