L’Editoriale del Direttore

di Daniele Vanni

Ormai la carta stampata, quell’adorabile e “profumato” mezzo che ci ha offerto cultura e informazioni per almeno un millennio, (forse il doppio in Cina!) che ha “arredato” le nostre sale e perciò definite. Biblioteche, mettendo in mostra su tavole di legno, cosa era penetrato nelle nostre anime, ha le ore contate!

Forse non saranno ore, forse i giornali capaci di approfondimenti veri, quelli settoriali e “di nicchia” riusciranno a vivacchiare ancora qualche anno, ma la sorte dei media cartacei è ormai segnata dalla rivoluzione culturale più forte dopo la conoscenza e l’uso del fuoco da parte dell’uomo, e cioè il Web!

Eppure, incredibilmente!, questa settimana ha visto in Italia l’uscita di un nuovo settimanale di carta!!!

Ci siamo sbagliati? Nient’affatto!

Dal primo di ottobre, ecco una nuova rivista, un nuovo settimanale per giovani! Bene, direte voi: con il 43% dichiarato (ma in verità sono moltissimi di più!) di giovani disoccupati, sarà un giornale per cercare lavoro, come “Tutticoncorsi” e i loro fratelli e cugini, dove i giovani diplomati s’informavano su come concorrere e correre per un posto di lavoro. E quindi si chiamerà: You Job! Nient’affatto! Si tratta di: “You Talent”! Una sorta di manualeItalia's got talent per accedere ai talent, dove dicono i “responsabili” della testata, puoi apprendere come si trova un talent, come si evita di essere buttati subito fuori alle prime selezioni-casting, come si concorre e corre per un posto di personaggio o comparsa, primo attore o spalla, arredo o architrave in un talent! Sembra quella battuta assai brutta e altrettanto cinica che faceva un mio amico, commentando la disoccupazione dei giovani italiani che vengono definiti da Galimberti affetti da nichilismo (ma tanto non sanno neppure cosa vuol dire), da altri sociologi: “sdraiati”, NEET…che mi diceva: non ti preoccupare della disoccupazione: la droga si diffonde a macchia d’olio e presto saranno tutti…dipendenti!

You Talent! Pubblicazione ovviamente destinata ai giovani, alle ragazze soprattutto e ai ragazzi da talent. La nascita di questa rivista non è solo un fatto editoriale, ma un fatto di costume, di economia, di cultura…direi anche: psichiatrico!

Questo non perché ce l’ho con i “Talent” che sono un fenomeno come un altro di questa società che non sa se non consumare. Ma perché questo format ( straniero, visto che noi italiani non siamo più neppure capaci di creare televisione e a Rai ha toppato anche sui talent che sono esplosi solo dopo che sono passati in mano Sky) è lui il vero talent! In queste selezioni è risaputo che si scelgono apposta dieci cretini ed uno così-così. Ma l’unico che avrà veramente successo, sarà la trasmissione ed il canale che la trasmette! Perché non sono più i tempi del povero Tarricone quando un attimo di celebrità, ti garantiva poi comparsate, serate in periferia, di diventare tronista e presenza fissa in qualche trasmissione o radio. Adesso no! Il vincitore di Sanremo che una volta si era garantita celebrità per tutta la vita, adesso può sparire in poche settimane. E per lui non ci sono più vendite di dischi che non esistono più, non interviste a pagamento…niente di niente! Le case discografiche ci misero una decina d’anni per creare Dalla. Poco meno per Lucio Battisti, nonostante che lì, il talento, ci fosse davvero! Adesso “lanciano” un “talento” in pochi secondi sul Web e dopo pochi giorni, poche settimane, l “fenomeno” di turno, la miss d’Italia, bisnipote di Lucia Bosè, non è più niente!

Il talent show (“spettacolo di talenti”) che sembrava il massimo della democrazia, basato su una fina competizione tra gli “artisti”, che sono sottoposti al giudizio di “personalità” note al pubblico o al pubblico stesso, altro non è che la presa in giro di una società che a proposito di valori, non ha neppure più quelli bollati!

Ma noi, mentre gli stranieri fanno incetta dei veri “talenti”, quei giovani cervelli che emigrano come un’emorragia, verso tutti i paesi del mondo e non tornano mai in un paese come l’Italia, anche per il solo fatto che fuori hanno visto come ci considerano, siamo capaci di creare anche un settimanale sulla nostra stupidità!

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