Yamila Bertieri  candidata al consiglio Regionale per tutta la Provincia di Lucca e consigliere a Borgo a Mozzano,  continua a fare sul territorio comunale ma non solo,  i vari sopralluoghi che le giungono attraverso il canale delle segnalazioni da parte dei cittadini.
Tutte le interrogazioni o interpellanze che ho presentato fino ad oggi con il mio gruppo opposizione -esordisce Bertieri- si basano sull’attuazione di una politica locale perché è al fianco dei cittadini,  accompagnato dall’ascolto e dal confronto,  che si percepiscono i problemi reali del territorio.
Non a caso ho affrontato tematiche che hanno riguardato la miglioria dell’ambiente circostante,  la creazione di parchi giochi per le frazioni che ne sono prive,  la miglioria di parcheggi anche attraverso l’installazione di telecamere per la videosorveglianza,  il rischio idraulico o idrogeologico,   la pulizia dei terreni incolti, la sicurezza stradale, il problema delle luci a Led che non illuminano come dovrebbero e pure il problema della  manutenzione delle reti fognarie perché vi sono realtà in cui queste sono obsolete.
Riguardo a questo ultimo punto, al consiglio comunale del 2 settembre- sottolinea Bertieri- ho richiesto infatti  interventi diretti alla messa in opera di  nuove e  possibili canalizzazioni di acque nere  e bianche soprattutto in Via del Cantone Corsagna (problema già affrontato anche un anno fa, sempre con un’interrogazione,  con oggetto via della Cantina, nella frazione di Diecimo aentrambe frazioni di Borgo a Mozzano).
Basandomi su normative anche Regionali le quali, ai fini della prevenzione dei rischi idraulici ed ambientali,  disciplinano le varie
forme di controllo degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate,  i casi in cui può essere richiesto che le immissioni delle acque meteoriche di dilavamento, effettuate tramite altre condotte separate, siano sottoposte a particolari prescrizioni, ivi compresa l’eventuale autorizzazione, il caso in cui  le acque meteoriche non disciplinate a sensi del comma precedente non sono soggette a vincoli o prescrizioni derivanti dal presente decreto, i casi in cui può essere richiesto che le acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne siano convogliate ed opportunamente trattate in impianti di depurazione per particolari ipotesi nelle quali, in relazione alle attività svolte, vi sia il rischio di dilavamento dalle superfici impermeabili scoperte di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici.
Inoltre, se esistono reti fognarie pubbliche,  deve essere garantita la possibilità affinché  le acque piovane vi siano immesse.
A mio avviso- spiega Bertieri- è necessario riqualificare il tutto  perché in molte realtà sussiste già una conduttura che raccoglie le acque meteoriche “a cielo aperto” che può  costituire però insieme alle griglie di attraversamento un pericolo costante per i pedoni che transitano nella zona.
Un altro tema a cui tengo particolarmente- aggiunge Bertieri-  è la questione del rischio idraulico soprattutto per quanto riguarda il torrente Celetra, situato nella frazione di Valdottavo e del Pedogna a Diecimo
Entrambi, specialmente dopo gli ultimi avvenimenti di mal tempo  che hanno colpito la Garfagnana e la Mediavalle, hanno generato forte preoccupazione nei cittadini, poiché  specialmente il Celetra è a rischio idraulico (rischi che derivano dall’esondazione di un corso d’acqua).
Il dibattito che si è sviluppato su questo tema, già a partire dagli anni ’60 in Italia, sull’assetto idrogeologico, sullo stato-gestione delle acque e sulla difesa del suolo, è stato ampio ed ha riguardato, sia l’ambito tecnico-scientifico, sia quello amministrativo/istituzionale ma, una corretta manutenzione di torrenti, fossi e canali rappresenta il presupposto fondamentale per prevenire tutti i fattori di rischio idrogeologico nell’ottica di un’efficace tutela del territorio. A seconda della localizzazione di tali strutture di scorrimento idrico, la loro gestione è di pertinenza pubblica e il comune o l’ente preposto, deve  comunque attivarsi il più velocemente possibile dal momento in cui venga rilevata una problematica inerente al normale funzionamento.
Nella consapevolezza che un intervento complessivo che metta in sicurezza l’intera area richiede tempi e costi elevati ho chiesto  all’amministrazione e con risposta scritta,  per la propria competenza e di concerto con gli enti preposti di programmare un calendario di interventi puntuali che possano concretamente mitigare il rischio che incombe su migliaia di cittadini ma, soprattutto di i sensibilizzare la popolazione nel creare incontri  di carattere informativo su tale tematica.
La prevenzione e la tutela dell’ambiente e di chi vi abita,  devono essere sempre al primo posto, infatti i temi, i problemi evidenziati accompagnati da soluzioni o da proposte, non riguardano solo il territorio di Borgo a Mozzano ma, molte realtà presenti sull’intera provincia, come segnalato dai cittadini e che io stessa in molti casi ho potuto constatare.

Share