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VOTO CONTRARIO IN CONSIGLIO COMUNALE DEL GRUPPO “ALTERNATIVA E COSTITUZIONE PER FOSCIANDORA”

ALLA DELIBERA DI FUSIONE DEI COMUNI DI PIEVE FOSCIANA, SAN ROMANO GARFAGNANA E FOSCIANDORA.

 

La proposta di fusione e le modalità con le quali si è arrivati in tempi così ristretti alla delibera consiliare non ci hanno convinto. Il nostro gruppo non è contrario a priori alle fusioni tra Comuni o campanilista per impostazione, anzi sia in campagna elettorale, che durante gli interventi di questi anni in Consiglio Comunale ci siamo sempre dimostrati aperti a tale ragionamento. Ricordiamo a chi se ne fosse dimenticato che chi era a priori contrario alle fusioni era l’attuale gruppo di maggioranza, come scritto a chiare lettere nel loro programma elettorale.

Gli elementi che ci hanno portato ad esprimere il voto contrario alla delibera possono essere riassunti nei seguenti punti.

  1. Non si decide e delibera una fusione in poco più di un mese. Si tratta di un passo importante che necessita di passaggi ragionati ed approfonditi. Avremmo preferito, nell’ambito di un percorso più lungo e ragionato, che in occasione della delibera consiliare di fusione ci fossero già delle indicazioni concrete su quali tipi di servizi verranno ancora svolti e con quali modalità a Fosciandora; se sarà possibile organizzare un servizio di trasporto pubblico per i nostri cittadini verso la nuova sede comunale;  indicazioni circa le modalità di scelta dello Statuto Comunale; capire se il nuovo Comune farà o meno parte del Parco  Nazionale dell’Appennino, viste le scelte diverse fatte in questo campo dai tre Comuni che stanno per fondersi. Infine avremmo voluto ragionare in Consiglio sul nome del nuovo Comune e non lasciarlo alla scelta frettolosa dei Sindaci, con il risultato assurdo che è sotto gli occhi di tutti.
  2. Manca un piano complessivo e coordinato di riassetto istituzionale della nostra valle, che tenga conto di  molteplici aspetti (territoriali, orografici, storici, economici, demografici, etc. etc.). Ci sembra che alla base di tutto vi siano solo aspetti economico – finanziari;  fusioni frettolose per ottenere contributi aggiuntivi temporanei, per poi fare  ulteriori fusioni tra qualche anno per avere altri contributi aggiuntivi  temporanei.  Comprendiamo il problema dei Sindaci a far quadrare i bilanci, ma la questione è un’altra: chi governa il Paese vuole realmente mantenere le Autonomie Locali così come previsto dalla Costituzione?
  3. L’aggregazione proposta manca anche di omogeneità geografica, particolare ben chiaro a chi osservi la rappresentazione grafica del territorio del nuovo Comune all’interno della cartina della Garfagnana. La fusione con San Romano Garf. non ha senso se non comprende anche Castiglione Garfagnana e Villa Collemandina, a formare un grande Comune appenninico; ma francamente non si spiega perché non sia stato aperto un tavolo serrato di dialogo con Castelnuovo Garfagnana, verso cui soprattutto Pieve Fosciana tende geograficamente ed urbanisticamente.
  4. Riteniamo che non ci potrà essere nessuna salvezza  per i Comuni, tantomeno derivante da fusioni estemporanee, se non muteranno radicalmente le politiche di Governo tese a tagliare i trasferimenti agli Enti Locali ed a ridurre l’intervento dello Stato nell’economia e nel sociale. Deve però essere chiaro che l’impoverimento sociale dei nostri territori, la crisi degli Enti Locali, il degrado della sanità pubblica e della scuola, la perdita di diritti e redditi in campo lavorativo, non sono conseguenti ad eventi naturali inevitabili; bensì sono il frutto di politiche nazionali neo liberiste e di destra, nonché di scelte economico sociali consapevoli, che negli ultimi anni portano la firma, anche e soprattutto, del Partito Democratico.

 

In consiglio comunale abbiamo proposto di rinviare questa fusione, prendendo alcuni  mesi di tempo, per ragionare di un progetto complessivo e  coordinato per tutta la Garfagnana, che tenga conto non solo della necessità di ottenere trasferimenti statali aggiuntivi, che poi sarebbero solo temporanei, ma che ambisca a rafforzare la rete dei servizi pubblici ai cittadini, renda piu’ efficiente l’organizzazione della macchina amministrativa, restituisca vigore all’esercizio della democrazia sul territorio

Ma c’è un ultimo aspetto che abbiamo posto all’attenzione: questa fusione avviene tra Comuni con dimensioni demografiche molto diverse, quindi con rapporti di forza non omogenei. Per questo abbiamo proposto,  così come reso possibile dalla legge,  almeno inizialmente e per i territori che perderanno la sede comunale , la istituzione dei Municipi; questi sono organismi di decentramento istituzionale, di natura elettiva, che potrebbero consentire di rappresentare e collegare meglio le istanze delle popolazioni degli ex Comuni, mantenendo in questi ultimi elementi organizzativi e di identità territoriale.

 

 

                                                                    I consiglieri del gruppo “Alternativa e Costituzione per Fosciandora”

                                                                                        Marco Bonini, Irene Bonugli, Francesco Pierotti

 

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