VISITIAMO LA FRAZIONE DI  GRAGNA

 

Frazione del comune di Sillano Giuncugnano posto a circa 900 mt slm.
Il paese è citato nell’anno 995 insieme a Magliano tra i beni della chiesa di san Martino di Careggine, allivellati dal vescovo di Lucca. Il toponimo deriva probabilmente dal personale latino Granius.

 

In questa località venne eretto l’oratorio di Santa Maria Vergine del Rosario, detto anche di Sommocampo o delle Grazie. La chiesetta, in origine poco più di una cappella o “maestaina”, venne ampliata intorno alla metà del XVI secolo . Secondo quanto narra il sacerdote Giacomo Franchi (XVII secolo) di Ponteccio, per la nuova costruzione furono utilizzate le pietre intagliate della vicina rocca del monte Turrione, in stato di abbandono. Ancor oggi sono individuabili i resti della base dell’antica rocca, sulla sommità del monte probabilmente una torre di avvistamento. Dice la leggenda che a Sommocampo siano avvenuti diversi miracoli e apparizioni soprannaturali, tanto che la chiesa divenne anche mèta di pellegrinaggio

 

Un’antica leggenda, che ha suggestionato la fantasia popolare, tramanda un fatto di sangue che avrebbe visto coinvolti su fronti opposti, in località Sàntia, oggi detta anche colle dei morti, i signori di Dalli e quelli di Gragna (con l’ausilio, questi ultimi, degli uomini di Ponteccio). Potrebbe trattarsi di pura fantasia o di una faida familiare o più probabilmente di un evento riguardante i signori di Dalli e quelli di Gragnana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’oratorio di Gragna subì ulteriori successivi rimaneggiamenti, come testimonia anche la data MDCXXXVI (1636) incisa sul bordo di una finestrella laterale. Un ultimo ampliamento dell’edificio si è avuto agli inizi di questo secolo, mentre negli anni 1996–1997 si è operato un intervento di consolidamento e restauro. La scossa sismica del 2013 ne ha determinato la chiusura al pubblico a causa dei danni interni non strutturali.

 

Una curiosità è la testina di lupo scolpita in pietra che appare sullo spigolo destro della facciata e che la tradizione vuole provenga proprio dai ruderi del torrione.

All’interno, pregevole è la pala dell’altare, di autore ignoto (1661), che raffigura la Madonna del Rosario, seduta in trono con il Bambino in braccio, accostata da S. Caterina da Siena e da S. Domenico Guzman, entrambi col rosario fra le mani, circondata ai lati dalle quattordici stazioni della via Crucis.
(Fonte wikipedia -Foto amalaspezia)

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