Domani – giovedì 28 aprile – nell’ambito della mostra dedicata a Bellocchio. L’ingresso è libero

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QUANDO L’ITALIA ESPORTAVA ARTE E CINEMA

Saranno proiettati filmati d’epoca con interviste ai protagonisti dei movimenti

Dopo l’architettura per l’esordio e il rapporto tra cinema e moda, è la volta della pop art e dell’arte

povera italiana. Si conclude domani – giovedì 28 aprile – alle 17, a Villa Argentina, il ciclo di

appuntamenti dedicati al cinema e alle altre arti, che accompagnano la mostra “Marco Bellocchio. La

Pittura Dietro l’Obiettivo” promossa dal Comitato Nuovi Eventi per Lucca in programma fino a

domenica 1° maggio.

Il ciclo di incontri e proiezioni è promosso dalla Fondazione Centro Arti Visive di Pietrasanta e dal

Lucca Film Festival-Europa Cinema, in collaborazione con la Provincia di Lucca, curato da

Alessandro Romanini.

L’appuntamento conclusivo della serie di incontri culturali accende i riflettori su due movimenti

artistici che hanno visto l’Italia in prima fila a livello internazionale: Arte Povera e Pop Art,

movimenti solo apparentemente distanti, che hanno invece visto molti artisti italiani partecipare

attivamente a entrambi, in una sorta di scambio osmotico.

L’incontro prevede la proiezione di filmati d’epoca, immagini d’archivio che ritraggono opere e

artisti del periodo e alcune interviste ai protagonisti dei movimenti: artisti, galleristi, storici, critici

d’arte, curatori, giornalisti e collezionisti animano un documentario curato da Beatrice Merz dedicato

all’Arte Povera.

Il movimento che prende avvio nella mostra omonima curata nel 1967 alla Galleria ‘La Bertesca’ a

Genova da Germano Celant si consacra nel 1969 con la mostra ospitata presso la Kunst Halle di

Berna “When Attitudes Becomes Form”. I filmati proiettati contengono interviste ai principali

protagonisti del movimento: da Michelangelo Pistoletto a Mario Merz, da Germano Celant a

Leo Castelli, da Fabro a Kounellis, da Anselmo e Boetti a Gian Enzo Sperone.

Un altro affascinante salto nel passato è garantito dal materiale audiovisivo riguardante Mario

Schifano, che assieme a Tano Festa e Franco Angeli, animarono la cosiddetta Scuola di Piazza

del Popolo e il prolifico panorama artistico-culturale romano degli anni 60’ divenne punto di

riferimento della Pop Art Europea. Schifano (1934-1988) è stato un artista multimediale, pittore in

particolare, poi regista e fotografo inesausto, ma anche musicista e creatore della band ‘Le Stelle di

Schifano’. Con il cinema ha intrattenuto un rapporto intenso, durato dal 1964 al 1970, votato a una

variegata sperimentazione. In particolare con Marco Ferreri (ma anche con Pasolini, Fellini, Moravia

e Ungaretti) dopo aver frequentato la Factory di Andy Warhol a New York. Per Ferreri nel 1967

realizza i titoli di testa e di coda del film “L’Harem” e sarà il regista a facilitare il debutto di Schifano

alla regia con la famosa “Trilogia per un massacro” in cui compaiono personaggi come Carmelo

Bene, Mick Jagger, Sandro Penna, Alberto Moravia e molti altri.

L’ingresso è libero.

Info: 0584-48881 musei@provincia.lucca.it – pressoffice@cavpietrasanta.it

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