POVERI VECCHI: UNA CITTÀ CHE LASCIA SOLI I PROPRI ANZIANI PUÒ DIRSI CIVILE?

Abbiamo letto il grido di allarme lanciato dal musicista Adriano Barghetti, pilastro storico della comunità viareggina e ospite della casa di riposo Sacro Cuore di Viareggio, conosciuta come Poveri Vecchi.
Il quadro descritto, in cui tanti anziani vengono letteralmente lasciati a sé stessi, ci lascia sconcertati ed amareggiati: dove sono le istituzioni in un momento tanto delicato?

L’amministrazione comunale di Viareggio non può nascondersi dietro la scusa delle direttive provenienti dalla Regione: esiste un assessorato al sociale e un Sindaco, primo garante della salute dei propri cittadini, che non sono autorizzati a voltarsi dall’altra parte e fare finta di niente!
È possibile prevedere per gli anziani non autosufficienti, ma anche per quelli che lo sono come Adriano, attività che possano compensare in sicurezza la solitudine dovuta all’isolamento dai propri cari? Ci risulta che la struttura in questione abbia ampi spazi all’aperto e che nel 2020 esistano strumenti per assicurare il contatto continuo con i propri cari, seppure a distanza.
Pensiamo che quella socio-sanitaria sia una delle principali emergenze legate al Covid-19, altro che assistenti civici!
Anche la Toscana infatti non è stata immune dal dramma di tante perdite nelle sue RSA, così come non è stata immune, in questi anni, da scelte che hanno determinato tagli, privatizzazioni, esternalizzazioni che hanno impoverito il nostro servizio sanitario regionale.
L’emergenza Covid-19, ha dimostrato che è fallito l’attuale modello di sostanziale privatizzazione di queste strutture.
Per questo, direttamente, e coinvolgendo l’Assemblea regionale, riteniamo necessari:- l’avvio di un’urgente riqualificazione dei servizi di cura territoriali con un deciso
potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata (anche con forme di vera e propria “ospedalizzazione” domiciliare) con le dovute risorse umane, le necessarie figure professionali, i dovuti finanziamenti e il ricorso alle innovazioni che le tecnologie della moderna medicina permettono di mettere in campo;
– la revisione dell’accreditamento regionale per le RSA e le RSD con la previsione di nuovi parametri quanti-qualitativi e misure stringenti in termini di verifica e di controllo;
– la realizzazione di un diverso modello di gestione delle strutture sociosanitarie territoriali attraverso un processo di ripubblicizzazione, all’interno del servizio sanitario regionale, individuando inoltre forme di tutela per gli attuali lavoratori.
Si tratta, con urgenza, di provvedere ad atti concreti, in controtendenza a quanto fatto negli ultimi decenni, affinché tragedie come quelle cui si è assistito non debbano più ripetersi.

Partito della Rifondazione Comunista
Circolo di Viareggio

Share