VIAREGGIO – DEDICATO A LORENZO VIANI

Si chiama “Dedicato a Lorenzo Viani” la due giorni organizzata in occasione dell’anniversario della nascita (1 novembre 1882) e della morte (2 novembre 1936) dell’artista viareggino.
Il primo appuntamento è previsto per domenica 31 ottobre alle 10,30 con la presentazione del libro Lorenzo Viani, scrittore e poeta di Manrico Testi (Edizioni Pezzini, Viareggio).
Domenica 7 novembre, invece, sempre alle 10.30, la conferenza a cura di Umberto Sereni dal titolo “Estate 1921: D’Annunzio, De Ambris, e Viani nella crisi italiana”.

L’ingresso è gratuito ma è necessario esibire il greenpass.

La GAMC possiede la più importante raccolta pubblica di Viani con 85 esemplari fra cui il Volto Santo, la Testa di pazza, unica scultura nota del Maestro. Conserva inoltre 17 matrici xilografiche testimonianza eccezionale dell’attività incisoria dell’artista. In collezione anche il Ritratto di Lorenzo Viani eseguito da Arturo Martini nel 1937-38, esposto alla Biennale di Venezia e poi donato dallo scultore alla città di Viareggio quale omaggio all’amico scomparso.


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“Io sono nato nella Darsena vecchia in Viareggio, la sera di Tutti i Santi del 1882. Sono stato battezzato il giorno seguente, che è quello dei Morti, al fonte battesimale della chiesa di San Francesco”.

Fra gli elementi che concorrono alla formazione artistica, culturale e umana di Lorenzo Viani, indubbia importanza hanno: il quartiere povero della Darsena viareggina dove compie il primo apprendistato sulla “condizione umana”; l’incontro con Plinio Novellini (1900ca) che cerca di indirizzarne in modo più sistematico l’educazione artistica; l’incontro con Giovanni Fattori da cui erediterà non solo la sobrietà, l’equilibrio e il rigore ma anche il complesso degli atteggiamenti e delle convinzioni nei confronti dell’arte e dei soggetti; infine Parigi, dove soggiorna a più riprese fra il 1908 e il 1911, fondamentale per il confronto con la cultura europea.

Organizza le prime due mostre personali nel 1904 e nel 1905 presso il Regio Casino di Viareggio e nel 1906 è presente alla Esposizione Milanese; nel 1907 approda alla Biennale di Venezia con alcuni disegni che lo delineano già come “pittore degli oppressi e degli sgalerati”. Da quel momento la partecipazione a importanti rassegne, la fortuna critica e la progressiva celebrità non conoscono pause. Da chiarire approfonditamente invece rimangono le ragioni che ne causano il progressivo oblio a partire dal dopoguerra e che tuttora non è facile dissipare.

Dal 1922 si dedica alla scrittura sia come opinionista su quotidiani a tiratura nazionale ma anche, soprattutto, come narratore. Darà alle stampe romanzi e raccolte di cui il più celebre rimane Angiò omo d’acqua (1928) da cui è stato tratto anche un film.
Nel 1927 viene inaugurato a Viareggio – pur fra numerose polemiche – il Monumento ai Caduti di cui aveva elaborato il bozzetto insieme a Domenico Rambelli.

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