Viareggio, 2015: tirarono uova (alcuni scrivono: anche sassi) a Salvini a Viareggio: assolti 26 contestatori

Aspre polemiche sui Social per la sentenza emessa a Lucca – Intervento sbagliato del Ministro dell’Interno – Pesante e ferma nota del Direttivo della Camera Penale di Lucca

di Daniele Vanni

 

Diceva il Presidente-partigiano Pertini che in democrazia c’è libertà di fischiare ai comizi.

E su questo non ci piove.

Diverso è quando piovono uova, come accadde a Viareggio dove fu impedito, non al Ministro dell’Interno, perchè ancora non lo era, come scrivono certi giornali, ma al Segretario della Lega, che fu “circondato”con l ‘intenzione manifesta di passare anche a vie di fatto.

Altre testate, come: “Il Giornale” scrivono che furono lanciati anche sassi, ma la sentenza come del resto richiesto anche dal Pubblico Ministero, è stata assoluzione per i 26 imputati (alcuni appartenenti anche a Centri Sociali e alla Sinistra Antagonista) dall’accusa di manifestazione non autorizzata e adunata sediziosa.

Fin qui la cronaca giudiziaria lucchese che si è trasformata oggi in un caso nazionale. Infatti, come ormai avviene per ogni cosa, sia una sentenza o un evento, piccolo o grande, il mondo dei Social si scatena (d’altra parte la disoccupazione giovanile in Italia è altissima ed in qualche modo il tempo bisogna pur trascorrerlo) e così c’è stato un vero diluvio di polemiche per il verdetto del Tribunale di Lucca e siccome Internet è sempre più spesso lo specchio peggiore di cosa offre quella che un tempo si chiamava opinione pubblica ed oggi è un oceano melmoso, inquieto ed allarmante, si è arrivati anche a insulti e peggio: minacce per i Giudici, Magistratura ed Avvocati di Lucca!

Ma non molto meglio si è comportato il bersaglio delle contestazioni di Viareggio, oggi Ministro dell’Interno, non

solo responsabile quindi dell’ordine pubblico che a Viareggio fu in qualche modo evidentemente violato, impedendogli di parlare, ma anche rappresentante e tra i più alti, visto che è anche Vice Primo Ministro, delle istituzioni italiani. Insomma uno Statista. Ed uno statista non si può permettere di rincarare la dose, e proprio sui network! con un laconico:”Evviva la “giustizia” italiana, io tiro dritto!”.

Che detto da un tifoso allo stadio all’indirizzo dell’arbitro, può anche passare, ma non da un ministro ad Tribunale della Repubblica!

E forse Salvini che era partito con il piede giusto, in questi ultimi due mesi (forse anche per vicende personali o stanchezza per l’opposizione, questa sì: insormontabile, altro che le uova di Viareggio! di Valdis Dombrovskis e Juncker) sta sbagliando più di una mossa. Come accaduto appena due giorni fa, quando ha stretto la mano e si è fatto riprendere tutto sorridente e soddisfatto ad un incontro della tifoseria “organizzata” (ma organizzata perchè? non sarà mica per turbare l’ordine pubblico a cui è preposto proprio il Ministro dell’Interno!?) del Milan. E fin qui  nulla da dire. I politici hanno tanti mai difetti, al punto che possono essere tifosi!

Ma non: chiedere pene severissime (quali?) per gli spacciatori di droga che sarebbero gli assassini dei nostri giovani (parole testuali di Matteo Salvini) e poi stringere la mano in segno di amicizia con una dei capi ultras del Milan pluripregiudicato e condannato appena qualche mese fa per…spaccio di droga!!

Alle minacce e insulti dei Social, – ma indirettamente anche all’intervento poco delicato ed alla gaffe istituzionale del Ministro Salvini, – che si era comportato così anche contro il Procuratore Generale di Torino che si era risentito perchè a suo dire il Ministro  aveva parlato di un’indagine ancora in corso, – e non si può certo dire ad una persona anziana sia un uomo su una panchina in un parco o alla guida di un mezzo che va lento o, peggio! ad un “uomo bianco per antico pelo” alla guida di una delle procure più importanti d’Italia di andare in pensione!! – ha risposto un duro comunicato del Direttivo della Camera Penale che risponde seccamente ai commenti offensivi e  minacciosi rivolti all’indirizzo del pubblico ministero (reo, secondo i detrattori, di aver chiesto lui stesso l’assoluzione) e del magistrato giudicante e presidente della sezione penale del Tribunale di Lucca, Gerardo Boragine, con una ferma condanna e la denuncia per le minacce e le offese sui social ad avvocati e giudici.

“La Camera Penale di Lucca – si legge nella nota  – preso atto dell’increscioso episodio, intende stigmatizzare l’ennesimo distorto utilizzo della comunicazione via social nel solco del populismo giustizialista, che sembra caratterizzare i temi della giustizia, rivolgendo proditori attacchi ai protagonisti dell’azione giudiziaria, peraltro solitamente in assenza di conoscenza dei reali termini delle vicende. I sensi della vicinanza e della rinnovata stima vanno, in questo caso, sia alla magistratura inquirente che a quella giudicante ed in particolare al presidente Boragine, da tempo conosciuto per la sua preparazione ed il suo equilibrio. Il tutto fidando in una simmetrica posizione nel caso in cui tali attacchi, come successo, vengano rivolti anche ad altri soggetti, non ultimi gli avvocati”.

 

 

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