SnaiBPrima che L’INPS possa provocare un danno ai lavoratori Snai, abbiamo interessato anche il Ministro Dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e la Sottosegretaria allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova affinché vi sia una verifica e sostegno su questa ingarbugliata vicenda che rischia di far trovare un centinaio di lavoratori ingiustamente senza ammortizzatori sociali.

Gli incontri con la Snai sono sospesi da novembre in attesa di notizie dall’INPS, ma questo non vuol dire che l’azienda stia ferma e non cerchi di trovare nel frattempo minime soluzioni attraverso spostamenti di alcuni lavoratori da reparti ad altri, magari non sempre con metodi carini.

Un processo di riorganizzazione interno sta andando comunque avanti a quanto sappiamo, molti lavoratori sono stati demansionati, magari lasciati senza carichi lavorativi in modo da evidenziarne l’esubero.

Non si può stare ai tempi burocratici di enti che nel frattempo si ripercuotono sulla vita delle persone che lavorano.

Le attività Snai a seguito della fusione delle società del gruppo non sono cambiate e gli spetta di diritto il riconoscimento degli ammortizzatori sociali.

Ad un certo punto bisogna darci un tempo, non lasceremo l’azienda ad aggiustare la crisi a modo suo, ne accettiamo verdetti dall’Inps che mettano in discussione i diritti dei lavoratori.

Va comunque definito a breve un piano industriale con l’azienda che includa in prospettiva tutti i lavoratori e non lasci a piedi nessuno, considerando che vi siano gli ammortizzatori sociali, poi vediamo se l’INPS si assume la responsabilità di negarli.

Si rende pertanto necessario svolgere le assemblee dei lavoratori per valutare quali specifiche iniziative sindacali proclamare.

Massimo Braccini, coordinatore nazionale FIOM gruppo Snai

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