VENTIDUESIMO APPUNTAMENTO CON STAZZEMA E’ CULTURA CON LA MOSTRA DEL 2015 “LA FORMA DEL LEGNO”

 

Torna domani alle 18,00 Stazzema è cultura con un video che racconta una mostra dell’autunno 2015 al Palazzo della Cultura di Cardoso dal titolo “La forma nel legno”: la mostra era un  omaggio ad una delle arti che da sempre hanno a che fare con l’uomo, ovvero la lavorazione del legno assai diffusa a Stazzema. Il legno come forse nessun altro materiale, infatti, ha determinato l’esistenza degli esseri umani: molto prima della scrittura l’uomo ha raccolto legna per accendere fuochi, lo ha lavorato per costruire le prime rudimentali abitazioni, per costruire armi e difendersi dai predatori e ancora per cacciare e procurarsi il cibo. Nel tempo in cui, fino a pochi anni or sono, i boschi venivano coltivati, vi era tutta una economia che si svolgeva lungo i sentieri che collegavano i borghi: dal legno si ricavavano gli oggetti di uso quotidiano per realizzare le poche stoviglie nelle case, costruire i letti, i tavoli e ogni cosa ha a che fare con la vita.

La scultura in legno era un modo per recuperare piccoli scarti di legno, ma anche esprimere la propria creatività. Questa memoria è ancora viva in molti luoghi delle Alpi dove sono molte le iniziative tese a mantenere una tradizione della lavorazione di un materiale vivo che si piega alle mani sapienti di intagliatori esperti che modellano le loro opera con fatica e precisione.

La ricchezza del territorio di Stazzema è nei boschi e nella storia di questi territori è insito un legame con il legno, ma anche con gli strumenti per lavorarlo. Vi è una tradizione di maestri artigiani che realizzano ottimi coltelli da intaglio e ogni tipo di attrezzo per lavorare qualsiasi materiale.

“L’Amministrazione comunale di Stazzema”, commenta l’assessore alla cultura Serena Vincenti, “ha riscoperto con questa collettiva una tradizione che fa parte della storia di questi luoghi con opere di maestri artigiani ancora in vita o meno : Pietro Milani di Pomezzana, recentemerte scomparso, Enzo Silicani di Cardoso, Vincenzo Vezzoni di Volegno,  Renato Buchi di Retignano o Oreste Viviani di Pomezzana e come Cosimo Silicani di Pruno scomparso ormai molto tempo fa. Un’occasione non solo per guardare al passato, ma per guardare al legno come un materiale vivo da trasformare in opera d’arte. A testimonianza della vitalità di questa arte vi è l’interesse che la mostra ha suscitato nella cittadinanza che ha collaborato alla organizzazione della mostra”.

 

Stazzema, 20 maggio 2020

 

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