Valori nutrizionali e benefici del cavolfiore: alleato di salute

 

Non ci sono dubbi: il cavolfiore è il protagonista indiscusso dell’inverno. Tra i cavoli, è anche quello di cui esistono più varietà, che si distinguono per il colore dell’infiorescenza. Il nome, infatti, deriva dal latino caulis (cavolo) e flos (fiore), perché la parte commestibile è costituita proprio dal fiore. Come tutti i suoi “cugini”, questo ortaggio è un vero e proprio alleato della salute grazie ai suoi elementi nutrizionali, che lo rendono un alimento prezioso soprattutto nella stagione fredda. In questo articolo vogliamo farvi conoscere tutte le proprietà del cavolfiore e darvi anche qualche consiglio su come gustarlo al meglio.

Cavolfiore: un fiore invernale ricco di benefici

cavolfiore

shutterstock – Nick with his Pic

Il cavolfiore non è altro che una varietà di Brassica oleracea, una pianta della stessa famiglia a cui appartengono tutti i cavoli, quella delle Crucifere, di cui fanno parte anche broccoli, verza, cavolo cappuccio e cavoletti di Bruxelles. Si tratta di un vegetale tipico dell’autunno – inverno, che cresce bene e matura quando le temperature sono inferiori ai 20°C. Il periodo di raccolta, infatti, inizia a ottobre e termina a maggio per le colture più tardive.

Il cavolfiore, come il broccolo, si riconosce per la sua particolare infiorescenza, detta corimbo, che corrisponde alla parte commestibile della pianta. Questa caratteristica lo differenzia da altri tipi di cavolo, come il cavolo verza, il cavolo cappuccio, la rucola o il cavolo nero, di cui invece si consumano solo le foglie. Esistono diverse varietà di cavolfiore che si distinguono non solo per le dimensioni, ma soprattutto per il colore dell’infiorescenza, che può essere:

  • bianca, come quella del cavolfiore noto anche con il nome di “palla di neve”;
  • verde, del romanesco;
  • viola, tipica del cavolfiore violetto catanese;
  • arancione, più rara rispetto alle altre varietà;

Il cavolfiore deve essere raccolto quando raggiunge il giusto grado di maturazione, quando il bocciolo è sodo e compatto e non presenta crepe, ossia piccole aperture tra una cima e l’altra, che invece si formano quando il cavolo è troppo maturo. Va poi tagliato dallo stelo, o torsolo, e privato delle foglie più esterne: in questo modo si conserva più a lungo. In realtà, anche le foglie più piccole e tenere sono commestibili, per cui non andrebbero eliminate.

Per valutare la freschezza del cavolfiore occorre guardare le foglie, che devono essere verdi e non ingiallite, e l’infiorescenza, che deve essere turgida e priva di macchie nerastre, segno della presenza di funghi e muffe.

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