Vaiolo delle scimmie: primo caso in Italia

di Daniele Vanni

Ci mancava anche il Monkeypox Virus!

Vari i sintomi, si trasmette in rapporti molto ravvicinati, da goccioline come la maggior parte dei virus aerei, anche da piccole lesioni, che si possono generare anche nei rapporti sessuali

È stato identificato all’ospedale Spallanzani di Roma il primo caso in Italia di vaiolo delle scimmie. Che già è stato rilevato in Spagna, Portogallo e Gran Bretagna.

Si tratta di un uomo rientrato dopo un soggiorno alle Isole Canarie che si è presentato al pronto soccorso dell’Umberto I.

I responsabili dello Spallanzani spiegano che il “quadro clinico è risultato caratteristico e il Monkeypox Virus è stato rapidamente identificato con tecniche molecolari e dissequenziamento genico dai campioni delle lesioni cutanee”. La persona, prosegue l’ospedale, “è attualmente ricoverata in isolamento in discrete condizioni generali” e “sono in corso le indagini epidemiologiche e il tracciamento dei contatti”. Mentre “altri due casi sospetti” di vaiolo delle scimmie sono in corso di accertamento da parte degli stessi medici dell’ospedale Spallanzani.

Il vaiolo delle scimmie è una zoonosi silvestre – ovvero una malattia riguardante gli animali selvatici – con infezioni umane accidentali, che di solito si verificano nelle parti boscose dell’Africa centrale e occidentale.

Contagio, incubazione, mortalità

 

La malattia spesso si esaurisce con sintomi che di solito si risolvono spontaneamente entro 14-21 giorni, non è molto contagiosa tra gli uomini e si trasmette attraverso l’esposizione alle goccioline del respiro e dal contatto con lesioni cutanee infette o materiali contaminati, ma anche attraverso piccole lesioni che si creano nei rapporti sessuali.

I sintomi (tra cui febbre, mal di testa, dolori muscolari e eruzioni cutanee e pustole) possono essere lievi o gravi e le lesioni possono essere molto pruriginose o dolorose.

A spiegarlo è l’Oms, a fronte di vari casi segnalati in Europa, Stati Uniti e un primo caso segnalato oggi anche in Italia.

Il periodo di incubazione del vaiolo delle scimmie è generalmente compreso tra 6 e 13 giorni, ma può variare da 5 a 21 giorni. Il serbatoio dell’animale rimane sconosciuto, anche se è probabile che sia tra i roditori. Il contatto con animali vivi e morti attraverso la caccia e il consumo di selvaggina sono noti fattori di rischio.
Esistono due famiglie di virus del vaiolo delle scimmie: quella dell’Africa occidentale e quella del bacino del Congo (Africa centrale). Sebbene l’infezione da virus del vaiolo delle scimmie dell’Africa occidentale a volte porti a malattie gravi in alcuni individui, la malattia si risolve spontaneamente in persone che hanno un sistema immunitario efficiente e non gravi malattie concomitanti.

È stato documentato che il tasso di mortalità per la famiglia dell’Africa occidentale è di circa l’1%, mentre per quella del bacino del Congo può arrivare fino al 10%.

Anche i bambini sono a rischio e il vaiolo delle scimmie durante la gravidanza può portare a complicazioni, vaiolo delle scimmie congenito o mortalità alla nascita. I casi più lievi di vaiolo delle scimmie possono passare inosservati e rappresentare un rischio di trasmissione da persona a persona.

È probabile che ci sia poca immunità all’infezione in coloro che viaggiano o sono altrimenti esposti, poiché la malattia endemica è normalmente geograficamente limitata a parti dell’Africa occidentale e centrale. Storicamente, la vaccinazione contro il vaiolo ha dimostrato di essere protettiva contro il vaiolo delle scimmie.

 

VACCINO

Sebbene un vaccino (MVA-BN) e un trattamento specifico (tecovirimat) siano stati approvati per il vaiolo delle scimmie, rispettivamente nel 2019 e nel 2022, queste contromisure, avverte l’Oms, non sono ancora ampiamente disponibili e le popolazioni di tutto il mondo di età inferiore ai 40 o 50 anni non beneficiano più della protezione offerta da precedenti programmi di vaccinazione contro il vaiolo.

 

È tornano alla ribalta i virologi!

Bassetti ci tiene a farci sapere (a Rai Radio1, ospite di «Un Giorno da Pecora»)che: «È molto più leggero di quello degli uomini» e che: «Più che il Covid oggi dobbiamo cercare di mettere in sicurezza il vaiolo delle scimmie. È molto più leggero di quello degli uomini per quanto riguarda i sintomi e si trasmette anche attraverso il respiro ma solo se si sta molto vicini». E che: «Nei prossimi giorni arriveremo a qualche migliaio di caso e chi non ha fatto la vaccinazione contro il vaiolo non è coperto».

La globalizzazione non dà pace.

 

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