Uova contaminate, aumenta il numero dei richiami dal mercato del prodotto proveniente oggi da altre aziende del settore.

 

Lo Sportello dei Diritti già dal 10 gennaio aveva lanciato un’allerta UE per un sospetto focolaio di Salmonella enterica legato al consumo di uova biologiche italiane

 

Sale la paura per le uova contaminate in Italia mentre aumenta il numero dei richiami dal mercato del prodotto proveniente oggi da altre aziende del settore. Il 10 gennaio lo “Sportello dei Diritti” aveva lanciato un’allerta UE del 9 gennaio del RASFF per un sospetto focolaio di Salmonella enterica legato al consumo di uova biologiche italiane e con ben nove giorni di ritardo, in data 18 gennaio, il Ministero della Salute h pubblicato un nuovo ritiro dal commercio di un prodotto alimentare altamente dannoso per la salute dei cittadini se consumato, a causa di una contaminazione biologica, ma non ci sono ulteriori specifiche.

 

Nella circostanza il ministero della Salute aveva comunicato il richiamo di 5 lotti di uova biologiche prodotte dall’Azienda Agricola Olivero Claudio nello stabilimento di Monasterolo Di Savigliano, in provincia di Cuneo, in via Rigrasso n° 9. Il provvedimento si è reso necessario a causa di una contaminazione microbiologica. I lotti interessati sono contraddistinti dai numeri 1A130120, 1A140120, 2A130120, 2C130120 e 2C140120 venduto in confezioni da quattro, sei uova o sfuse con scadenza a 28 giorni. Oggi il provvedimento drastico del ministero si è allargato a molti altri marchi anche più noti per gli stessi motivi.

 

È toccato, per esempio, a Conad – Verso Natura – Uova biologiche prodotte sempre da Olivero, identificabili dal lotto 5528139926 e data di scadenza 8 febbraio. Coinvolte anche le uova bio Cascina Italia SPA con lotto 5528139926 e data di scadenza 8 febbraio.Nell’elenco dei richiami, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, anche le uova Amadori – Uova da agricoltura biologica con lotto 5528139926 e data di scadenza 8 febbraio. Le aziende raccomandano di non consumare i lotti interessati ma di riportarli al punto vendita per il rimborso.

Lecce, 22 gennaio 2020                                                                                                                                                                                           

Giovanni D’AGATA

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