Un’unica voce per il “no” alla violenza sulle donne

La canzone di Marinella” interpretata da ragazzi e ragazze della scuola media “Barsanti”. Le rose sulla panchina rossa di via Bernini, deposte dall’associazione Auser e, nel pomeriggio, l’inno alla libertà nelle foto di Elisabetta Gozzini e Maurizio Valentini e nei lavori degli alunni del Comprensivo 2, del Chini-Michelangelo e del Don Lazzeri-Stagi. La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, venerdì 25 novembre a Pietrasanta, ha parlato tanti linguaggi diversi e a tutte le età, unendo in un’unica voce giovani e meno giovani, istituzioni, associazioni e scuole del territorio.

“La ‘cura’ di questa tragica piaga – ha ribadito il sindaco, Alberto Stefano Giovannetti – si chiama rispetto. Da coltivare con fermezza nei nostri figli e nipoti, in famiglia e a scuola, nella pratica sportiva, sempre e ovunque. E quando non ci sarà più bisogno di una giornata per ricordarci che le donne non si uccidono, non si picchiano e non si molestano, allora avremo vinto questa battaglia”.

Studenti e studentesse della “Barsanti”, con la professoressa Ilaria Cirpiani, hanno aperto la giornata di iniziative dedicate al 25 novembre interpretando, oltre alla celebre canzone di Fabrizio De André, il monologo “Violenza sulle donne” di Paola Cortellesi e un brano dal libro “Ferite a morte” di Maura Misiti e Serena Dandini. Lasciando, poi, all’albero dei pensieri, allo Skate Park, tante riproduzioni di scarpette rosse, simbolo della lotta per i diritti delle donne e contro la violenza di genere.

Rosse anche le rose che l’associazione Auser di Pietrasanta ha deposto sulla panchina installata un anno fa in via Bernini, davanti al centro civico del quartiere Africa a presidio di memoria per le donne uccise e di riflessione, per tutti i passanti: “La violenza ha tante forme e tante vittime – ha sottolineato l’assessore all’associazionismo, Andrea Cosci – giornate come quella odierna, per quanto dolorose, servono a ricordarcelo. Ringrazio Auser e tutte le realtà del nostro territorio che, con semplicità, ci aiutano a tener viva questa consapevolezza ma soprattutto a intraprendere, con il loro lavoro, un percorso di vera uguaglianza”.

Di rispetto, coraggio e libertà parla anche la mostra fotografica inaugurata nel pomeriggio in sala delle Grasce: con 32 foto, tutte in bianco e nero con l’unico punto di colore rappresentato da un palloncino rosso, Elisabetta Gozzini e Maurizio Valentini raccontano la tenacia di chiedere aiuto “ma senza ricorrere a immagini esplicite di violenza – spiegano i due autori – perché la libertà che vogliamo esprimere è quella mentale, prima che fisica, di denunciare un aggressore e prendersi in mano il proprio futuro”. “Una donna uccisa ogni tre giorni, in Italia – ha dichiarato l’assessore alle pari opportunità, Tatiana Gliori – e le parole con cui ancora oggi si raccontano questi delitti, che quasi tendono a non voler colpevolizzare troppo l’assassino, danno l’esatta misura di quanto siamo lontani dalla vera e sostanziale parità sociale. Che, in pratica, si traduce nel rispetto reciproco della vita, del lavoro e delle scelte altrui”. La mostra “Perché è la libertà che vince la violenza” resterà in città fino a domenica 18 dicembre, aperta con ingresso libero giovedì, venerdì e sabato dalle 15,30 alle 19,30 e domenica anche la mattina, dalle 10,30 alle 12,30.

Un’altra mostra dedicata alla giornata del 25 novembre è stata inaugurata nell’atrio del palazzo comunale: “UnA, nessuno, centomila… colori diversi”, progetto ideato e promosso dalla scuola dell’infanzia “F.lli Grimm” che raccoglie elaborati realizzati dagli studenti del Comprensivo Pietrasanta 2, del Chini-Michelangelo e del Don Lazzeri-Stagi sul tema della libertà, del rispetto e dell’unicità di ciascun individuo. “Un enorme ringraziamento alle nostre scuole – parola dell’assessore alla pubblica istruzione, Francesca Bresciani – che da sempre ci aiutano in modo determinante a portare all’attenzione dei ragazzi, anche di quelli più piccoli, temi forti come questo della violenza di genere, agevolando quel percorso di educazione al rispetto dell’altro che è alla base per contrastare ogni fenomeno di discriminazione e prevaricazione, fisica o psicologica, dei diritti altrui”. Questa mostra, che si sviluppa anche lungo la scalinata e fino al ballatoio antistante la sala del consiglio comunale, sarà visitabile fino a venerdì 2 dicembre negli orari di apertura al pubblico del Municipio.

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