Il Sindaco di Pietrasanta ha confermato durante l’ultimo Consiglio Comunale la volontà della sua Amministrazione Comunale di uscire dall’Unione dei Comuni.

Prese per buone le motivazioni addotte, che in verità appaiono – a chi conosce in maniera appena sufficiente il merito delle questioni e la portata della decisione – assai confuse, fumose, opinabili e puerili, vorremmo prima di tutto segnalare che questa scelta strategica venne presa dalla precedente Amministrazione di Pietrasanta nel momento in cui l’allora Sindaco Mallegni comprese che non sarebbe potuto diventare Presidente dell’Unione dei Comuni della Versilia in tempi utili alla sua futura candidatura alle elezioni politiche.

Fino a quel momento, infatti, l’Ente in questione aveva mantenuto anche agli occhi del centrodestra pietrasantino una funzione centrale, anche talvolta eccessiva, per le sue reali potenzialità.

Detto questo, uscire o meno dall’Unione dei Comuni è una scelta che Giovannetti può legittimamente percorrere ma non senza assolvere ad un dovere preciso: quello di rispettare la legge e i regolamenti.

Lo stesso statuto dell’Unione dei Comuni, di cui Pietrasanta fa ancora parte, ne impedisce l’uscita per almeno dieci anni dalla sua costituzione, ovvero non prima del 2022. Avere i propri rappresentanti nel consiglio dell’Unione non costa niente in termini economici; in questo momento chi ci rimette è la nostra città che non ha voce in capitolo e si ritrova a subire le decisioni degli altri.

Se la maggioranza crede che l’Unione dei Comuni non funzioni, perché non si adopera per migliorarla? Non si ha voglia, una volta tanto, di affrontare un percorso impegnativo e faticoso? Si pensa di non essere all’altezza?

Grazie all’Unione dei Comune si ottengono i finanziamenti per la sistemazione dei boschi delle nostre montagne, il ché permette di limitare il rischio incendio e di diminuire il materiale solido trasportato dai corsi d’acqua che va a formare il lavarone tanto malvoluto. Tramite questo Ente si può lavorare all’integrazione di servizi e funzioni tra comuni, impegnarsi per la semplificazione e l’efficienza, ridurre costi e fare economia di scala tra i Comuni versiliesi,  avviare progettualità sinergiche e visioni di lungo periodo. Non ci sembrano affatto cose banali e inutili, al contrario.

L’Ente è nato nel 2012 ed è dal 2015 che Pietrasanta cerca di ostacolarne il funzionamento quando invece avrebbe avuto la possibilità di migliorarlo. Non serve dire che non funziona quando non si è mai fatto nulla per farlo funzionare meglio. Non è un modo maturo e serio di affrontare il problema.

Si dovrà, invece, nominare i rappresentanti e dall’interno condurre le battaglie che si riterranno determinanti per le sorti dell’associazione di comuni, finanche al suo scioglimento, ma nel frattempo contribuendone al funzionamento.

Data la linea che l’Amministrazione ha intenzione di mantenere, a nostro modo di vedere contraria a quanto previsto dallo Statuto dell’Unione dei Comuni, abbiamo pertanto deciso di scrivere al Prefetto perché i diritti di giusta rappresentanza democratica dei cittadini di Pietrasanta vengano fatti valere in seno ad un Ente che comunque svolge compiti intercomunali non poca importanza.

Pietrasanta, 03/10/2018

I Consiglieri Comunali

Ettore Neri

Nicola Conti

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