una nuova tecnologia per la produzione di energia elettrica dal gradiente salino

 

Riuscire a produrre energia pulita dalla foce dei fiumi è un obiettivo di vecchia data, per i tecnologi

che si occupano di sostenibilità energetica, ma i risultati ottenuti in questo campo, fino a oggi, non

hanno mai soddisfatto appieno le aspettative dei ricercatori e delle aziende.images

Ultimamente, però, alcuni ingegneri della Penn State University, guidati dal professor Christopher

Gorski, hanno messo a punto una nuova metodologia che permette di ottenere elevate quantità di

elettricità, sfruttando la differenza di concentrazione salina fra due fonti idriche: quella del fiume e

quella del mare. Fino a qualche anno fa, il sistema più diffuso per produrre energia elettrica dal

gradiente salino era quello che sfruttava la capacità selettiva delle sembrane semipermeabili; queste

ultime, respingendo il sale, generavano una pressione osmotica che poteva essere convertita in

energia attraverso il movimento impresso alle turbine. Attraverso tale sistema, detto a osmosi diretta

a pressione, si riusciva a ottenere una densità di potenza di 9 watt per metro quadrato, con

l’inconveniente che i fori delle membrane semipermeabili si ostruivano con una certa facilità.

Nel metodo Gorski si raggiunge invece una densità di potenza superiore ai 12 watt per metro

quadrato, e senza alcun problema di ostruzione dei pori di membrana. Secondo i ricercatori della

Penn University, in futuro questa fonte di energia potrebbe soddisfare il 35-40% della domanda

globale di elettricità.

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