Una nuova fonte d’inquinamento dovuta al covid?

 

di Claudio Vastano

 

Guanti in lattice e mascherine ci hanno tenuto compagnia durante l’intero periodo della quarantena e, grazie all’inciviltà delle persone, potrebbero diventare un obolo che peserà sui nostri mari e sui nostri boschi per lungo tempo a venire.

Una volta finiti in acqua, infatti, essi vanno ad aggiungersi alle bottiglie di plastica, alle buste della spesa e al resto della spazzatura non biodegradabile che si accumula nelle reti da pesca o sul fondo marino. E’ la denuncia di Fedagripesca Confcooperative, che ha raccolto le rimostranze dei pescatori.

“E’ impressionante la quantità di mascherine e guanti che porto a terra con le mie reti. Va trovata una soluzione, perché così non possiamo andare avanti” hanno osservato alcuni degli addetti ai lavori.

Attualmente nei nostri mari finiscono ogni anno circa otto milioni di tonnellate di plastica. La “moda” del gettar via mascherine e guanti usati non farà che aggravare questo stato delle cose.

 

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