UN PROGETTO DA UN MILIONE E MEZZO DI EURO PER LA VALORIZZAZIONE DEL SITO ARCHEOMINERARIO DELLE MULINETTE

 

_L’ Unione dei Comuni della Versilia e il Comune di Stazzema hanno presentato un progetto per la realizzazione di un parco archeo – minerario a Calcaferro, sobborgo della frazione di Le Mulina, attraverso un intervento di ripristino degli edifici industriali della storica ex polveriera Pocai sviluppatasi lungo la sponda sinistra del Canale della Radice. La fabbrica di esplodenti è conosciuta nei luoghi anche come “polverificio delle Molinette”, dal toponimo della località dove sgorgano le acque delle sorgenti naturali, che dal 1979, a seguito di uno studio del prof. Massimiliano Micheluccini dell’Università di Siena, furono classificate minerali e che furono ritenute potenzialmente adatte anche per cure idropiniche, ovviamente dopo i necessari ulteriori approfondimenti.

 

Queste acque un tempo erano utilizzate come forza motrice per far funzionare i macchinari della polveriera dove si produceva sia la polvere nera per l’attività marmifera e mineraria sia quella per uso venatorio tramite differenti procedimenti di lavorazione che variavano la capacità del dirompere esplosivo alla specie avicola o altra selvaggina da cacciare, come la lepre e il cinghiale. Il sistema di canalizzazione, che distribuiva l’acqua per movimentare i macchinari attraverso ruote a pale e trasmissioni ruotanti, al termine del processo distributivo, che avveniva su due livelli altimetrici, rilasciava l’acqua captata nel canale.

 

Il progetto, che prevede un costo stimato di un milione e mezzo di euro, è finalizzato al recupero della vecchia area industriale che iniziò a svilupparsi lungo il Canale della Radice nella prima decade del 1800 e che ebbe la sua massima espansione produttiva e di notorietà dalla fine del XIX e alla metà del XX secolo. Lo scopo di questa progettazione è la creazione di un parco archeo – minerario finalizzato all’attrazione del turismo ambientale che dopo vari tentativi pare che finalmente possa decollare dopo il sensibile aumento di visitatori che ci sono stati nel 2020 e soprattutto quest’anno, dove le presenze e l’apprezzamento per questa area di archeologia industriale farebbero ipotizzare davvero la possibilità concreta di far decollare anche nella valle del torrente Mulina un area di questo particolare richiamo turistico alla scoperta delle antropizzazioni del passato come l’area delle Molinette con i suoi cunicoli minerari, le infrastrutture industriali della polveriera, le sorgenti, i macchinari e l’ingegnoso sistema idraulico di smistamento dell’acqua che andrebbe recuperato e almeno in parte riattivato. Il rifunzionamento della canalizzazione idraulica darebbe al sito archeo-minerario delle Molinette un enorme potenzialità di richiamo turistico.

 

Il progetto va affiancare altre proposte progettuali che il Comune di Stazzema ha sottoposto all’attenzione della Regione Toscana nell’ambito della linea identificata dalla Regione Toscana che va sotto il nome di “progetto di paesaggio”. Progettualità che rappresentano gli strumenti per dare attuazione al piano paesaggistico regionale PIT – PPR.

 

Se il progetto sarà finanziato, si apre davvero una opportunità di sviluppo turistico della frazione di Mulina di Stazzema a cui si può abbinare il percorso del recupero della memoria della barbarie nazifascista che è iniziato nel 1991 ma che ancora, come l’area archeomineraria delle Molinette, riscoperta nel 20O7 dopo i vari tentativi fatti dalle amministrazioni comunali passate, non ha trovato quella piena valorizzazione che meriterebbe. E’ ormai accertato che per la buona resa di un progetto non basta trovare e spendere le risorse pubbliche per realizzarlo ma serve anche un continuo monitoraggio per definire di volta in volta la tipologia di manutenzione necessaria ad evitare che nel giro di poco tempo questi soldi pubblici perdano l’efficacia dell’investimento a favore della valorizzazione del territorio e acquisiscano invece quella dello spreco di risorse pubbliche. Scongiurare questo risultato in territori che subiscono l’abbandono e gli eventi naturali come accade a Stazzema è l’obbiettivo più difficile da conseguire, ma va assolutamente raggiunto. La manutenzione è prioritaria e per essa vanno destinate le necessarie risorse.

Giuseppe Vezzoni 8 novembre 2021

 

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