Un piccolo gesto quotidiano per sconfiggere l’Hiv e il pregiudizio

Sabato 21 ottobre Comune e Provincia insieme alle associazioni che in via Fillungo regaleranno abbracci.

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Qualche volta può bastare un piccolo gesto, come un abbraccio, per sconfiggere il pregiudizio: come quello che, ancora, tante persone nutrono nei confronti di chi ha contratto l’Hiv.

Ne sono convinti le associazioni Anlaids, LuccAut, Ceis, Società italiana per la promozione della salute e Croce rossa italiana di Lucca, che insieme  al Comune e alla Provincia per sabato prossimo (21 ottobre) organizzano un’iniziativa pubblica in via Fillungo, davanti alla chiesa di San Cristoforo, nel cuore del centro storico cittadino. Dalle 15 alle 19, infatti, si regaleranno abbracci ai passanti: e le persone che accetteranno di ricambiare questo gesto di vicinanza ed empatia potranno così compiere un piccolo atto, per dimostrare che la solidarietà è più forte di ogni pregiudizio.

L’appuntamento, che si chiama “Gesti quotidiani: abbracciami” è stato presentato stamani (giovedì 19 ottobre) nel salone degli Specchi, a Palazzo Orsetti, dal consigliere comunale referente del sindaco sui diritti Daniele Bianucci e dal consigliere provinciale con delega alle politiche giovanili Renato Bonturi. Accanto a loro c’erano Maria Cristina Tognetti ed Eva Canali di Anlaids, Luigi Romani di LuccAut, Chiara Bertolozzi del Ceis- responsabile della casa famiglia Monsignor Agresti di San Vito, Veronica Lodovici– direttore sanitario della Croce rossa italiana di Lucca.

“L’Hiv è come il pregiudizio: per sconfiggerlo, occorre conoscerlo – ha sottolineato il consigliere comunale Daniele Bianucci – . Per tanti anni, contrarre questa malattia ha significato una condanna a morte. Oggi, per fortuna, non è più così. Ma questo passaggio medico ha forse prodotto un abbassamento della guardia, rispetto ai rischi che ancora essa comporta. Per questo abbiamo costruito un tavolo di lavoro, aperto a tutte le realtà organizzate che operano su questo tema. A nostro avviso, occorre lavorare innanzitutto sulla prevenzione, perché si riduca ancora di più il numero di nuove persone che contraggono il virus. Siamo però consapevoli che ciò non basta; serve anche darsi da fare, perché ancora oggi chi convive con questa malattia rischia di essere sottoposto ad uno stigma sociale molto elevato, anche nelle azioni quotidiane più basilari, come quando riceve le normali cure mediche nelle strutture sanitarie del territorio, piuttosto che sul luogo di lavoro. Il virus dell’Hiv non si trasmette con alcun normale gesto quotidiano: vale la pena ripeterlo ancora una volta. E per questo, sabato pomeriggio, ai passanti di via Fillungo porremo una domanda semplice, importante e diretta: comporta per voi un problema abbracciare un sieropositivo?”.

“Ai cittadini proponiamo un piccolo gesto di solidarietà e vicinanza – spiega il rappresentante della Provincia, Renato Bonturi – perché il pregiudizio, nei confronti di chi ha contratto questo virus, rischia di essere ancora una minaccia reale. Le associazioni, che operano sul territorio, ci raccontano infatti di casi di discriminazione nei loro confronti. Occorre quindi una campagna culturale che coinvolga tutti, a partire dalle nuove generazioni. Innanzitutto di prevenzione, affinché nuovi contagi smettano di verificarsi. E poi di conoscenza, perché spesso è proprio la scarsità di informazioni ad essere alla base di questi episodi di pregiudizio. Quella di sabato è la prima iniziativa, ma il nostro impegno proseguirà anche nei prossimi mesi con altri appuntamenti che coinvolgeranno la cittadinanza”.

Le persone sieropositive che regaleranno abbracci sabato prossimo in via Fillungo indosseranno una maschera che, come è stato spiegato nel corso della conferenza stampa, non servirà a nascondere la loro identità, ma avrà lo scopo di far capire in maniera simbolica che l’Hiv non ha un volto preciso e definito, in quanto chiunque può essere una persona sieropositiva.

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