Un nuovo arrivo nell’”arsenale” delle rinnovabili: l’eolico biomimetico

di Claudio Vastanosumrturbine-0216-400px

 

L’industria delle rinnovabili, negli ultimi anni, ha compiuto enormi progressi. Ciò è vero in particolar modo per le tecnologie che sfruttano l’energia solare. Tuttavia, significativi passi avanti sono stati compiuti anche in altri campi, come ad esempio l’eolico. Recentemente, in Scozia, è stato inaugurato uno dei più grandi aerogeneratori del mondo, una megaturbina alta come un grattacielo e capace di generare una potenza pari a 8,8 MW.

Dall’Università della Virginia (in collaborazione con le Università dell’Illinois, del Colorado e del Nazional Renewable Energy Laboratory) arriva invece la notizia della messa a punto di una turbina di nuova generazione, le cui pale, all’occorrenza, possono ripiegarsi verso l’asse di rotazione (un po’ come le stecche di un ombrello). Questa caratteristica mette al sicuro l’aerogeneratore in caso di raffiche di vento estreme e improvvise. I ricercatori sono partiti dall’analisi del comportamento delle foglie di palma durante una tempesta, e hanno cercato di riprodurre la struttura delle fronde  nelle turbine dell’impianto.

L’aerogeneratore in questione è chiamato SUMR, acronimo per Segmented Ultralight Morphing Rotor (rotore segmentato ultraleggero e trasformabile). L’obiettivo del team che lo ha progettato è quello di realizzare un aerogeneratore da 50 MW di potenza in grado di dimezzare il costo dell’energia elettrica di origine eolica entro il 2025. Quest’estate, intanto, avranno inizio alcuni test su scala ridotta a Boulder, in Colorado. Per l’occasione verranno impiegate pale lunghe 21 metri e una turbina da 13,2 MW.

 

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