Turismo: Mallegni (FI), il Governo abbandona a se stesso il settore turistico

“In un paese come l’Italia, con un patrimonio artistico-culturale e paesaggistico unico al mondo, il Governo sceglie, deliberatamente, di abbandonare a se stesso l’intero comparto turistico”. Così parla il senatore Massimo Mallegni, vice presidente del gruppo di Forza Italia. “Nonostante da giorni il nostro gruppo tenti di colmare la gravissima lacuna – spiega Mallegni – l’emendamento presentato, che avrebbe previsto una indennità di 2,5 miliardi a favore di tutti i soggetti rientranti nel settore turistico e ricettivo, è stato bocciato in quanto, a detta della stessa vice ministro Castelli “oneroso”. Benissimo! Lo vada a spiegare a 3 milioni e mezzo di occupati che resteranno senza lavoro, abbia il Gioverno il coraggio delle proprie azioni verso un settore che sta perdendo il 100% secco. Qui non stiamo parlando di pochi addetti, ma di una intera filiera di cui fanno parte strutture ricettive alberghiere, extra-alberghiere, titolari di esercizi di somministrazione alimenti e bevande, agenzie di viaggio, tour operator, stabilimenti balneari, guide, accompagnatori turistici, noleggiatori di bus e autovetture. Un’economia così complessa, alla quale si legano anche ad altri settori, si pensi agli artigiani: idraulici,  elettricisti, falegnami, imbianchini; professionisti come geometri, architetti, ingegneri, e centinaia di altre figure, vedi gli artigiani del marmo e del bronzo, le gallerie, che girano intorno al sistema-turismo. Dunque, un fondo di emergenza per il turismo, dal quale le imprese  avrebbero potuto ricevere un po’ di ossigeno, sarebbe stato un segnale significativo. La risposta che è arrivata dal Governo, attraverso il viceministro Castelli in commissione, è stata sconcertante: Caro senatore Mallegni mi spiace, ma è un emendamento oneroso ! Una risposta che si commenta da sola e che, tradotta in italiano, significa che soldi per le imprese turistiche non ci saranno. E non si venga a dire che il Decreto Liquidità risolverà i problemi, in realtà creerà soltanto nuovi  indebitati, ovvero le stesse imprese, mandandole al fallimento”.

 

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