Nuova maxi truffa nelle conserve di pomodoro: sequestrate più di 270 tonnellate a San Marzano, località simbolo dei pelati italiani

https://www.greenme.it/consumare/sai-cosa-compri/sequestro-conserve-pomodoro-san-marzano/?fbclid=IwAR0_PPEtzzUD6d-UORGpv2VJg2qCgjIcSORRye76LOreYTOhpnLNkWohMng

Le conserve di pomodoro al centro di una nuova maxi operazione dei carabinieri: sequestrate 270 tonnellate di prodotti in un deposito di San Marzano sul Sarno (Salerno). Ancora una volta le conserve, pronte a finire tavole italiane, erano prive di tracciamento

In Italia continua la scia dei sequestri in ambito agroalimentare. Dopo lo scandalo che ad aprile ha coinvolto la nota azienda Petti e la più recente operazione ”Scarlatto due” (che ha portato al sequestro di 821 tonnellate di concentrato di pomodoro proveniente dall’Egitto e contaminato da pesticidi) i Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare (Rac) di Salerno hanno portato a termine l’operazione “Scarlatto tre”. Il blitz ha avuto luogo in un deposito di San Marzano sul Sarno (Salerno), località simbolo dei pelati italiani. A far scattare il sequestro di ben 27o tonnellate – per un valore complessivo di circa 280mila euro – il mancato tracciamento dei prodotti.

Non è chiaro, infatti, da provengano i pomodori e i legumi utilizzati nelle conserve destinati a finire sulle nostre tavole con la dicitura Made in Italy. Adesso toccherà agli inquirenti risalire all’origine degli ingredienti usati nelle conserve prodotte da un’azienda di cui al momento non è stato reso noto il nome.

I dettagli della maxi operazione

Le forze dell’ordine hanno individuato un deposito di circa 600 mq., a San Marzano sul Sarno (Salerno), area nota per la produzione conserviera a base di pomodori. Dopo aver eseguiti i preliminari accertamenti sul deposito, il Rac di Salerno è tornato nella struttura per un’altra ispezione, che ha portato alla sospensione immediata delle attività dell’azienda, a causa di carenze sia di natura igienico-sanitaria che sotto il profilo autorizzativo (la destinazione
d’uso dell’immobile non era mai stata comunicata all’Autorità Sanitaria).

All’interno della struttura sono state rinvenute in stoccaggio numerose conserve vegetali, confezionate in barattoli di banda stagnata di diversi formati, in gran parte costituite da legumi e pomodori, la cui origine, provenienza e titolarità hanno richiesto diversi giorni per una corretta ricostruzione di filiera.

L’operazione ”Scarlatto tre” si inquadra in una più estesa campagna investigativa condotta dallo stesso Reparto di Salerno. Proprio qualche giorno fa è stata portata a termine l’operazione ”Scarlatto due”, che ha portato al sequestro di 821 tonnellate di concentrato di pomodoro egiziano e contaminato da pesticidi. Lo scorso aprile, l’operazione “Scarlatto”, condotta ancora una volta da Carabinieri per la tutela agroalimentare (Rac) che fatto scattare il sequestro di oltre 4000 tonnellate di conserve nello stabilimento dell’azienda Petti. In quel caso, il pomodoro di provenienza estera, era stato inserito in modo fraudolento nel ciclo produttivo, per realizzare conserve alimentari illecitamente commercializzate come “pomodoro 100% toscano”.

Fonte: Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare

 

Share