Trionfo alla chiesa di San Giovanni per il Gran Gala Lirico della Santa Croce

Colombini: “Con noi Lucca uguale a Puccini”. Bertocchini: “Impegno intatto per sostenere la cultura”. 
Un trionfo: il Gran gala lirico della Santa Croce – andato in scena ieri (14 settembre) alla chiesa di San Giovanni – riscuote ancora una volta un grande successo. Sul palco, davanti ad un grande pubblico (nel perfetto ossequio della normativa anti-Covid) sono saliti gli Ottoni di Toscana diretti da Andrea Colombini. I solisti sono stati i soprano Deborah Vincenti e Silvana Froli, il tenore Giovanni Cervelli e la mezzo soprano Olympia Hetherington. Applausi scroscianti, standing ovation, richieste di bis: l’ordinario per l’organizzazione del Festival che assurge a straordinario in un momento certo non facile. La musica di Giacomo Puccini, tuttavia, si rivela sempre salvifica in ogni senso, affiancata peraltro dalle prorompenti arie di Verdi, Bizet, Mascagni e Leoncavallo.
“Dopo quello che abbiamo passato, una vera guerra mondiale, – commenta Andrea Colombini – è bello trovarsi per un’occasione di socializzazione in sicurezza. Il nostro Festival è la prima entità italiana che ha ripreso il 15 di giugno, con lo stesso programma pre-lockdown. Non abbiamo ridotto nulla ed abbiamo ricominciato grazie al prezioso aiuto della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca: diamo lavoro ad oltre 60 cantanti, ad orchestrali, maestranze e rappresentiamo in città l’unica attrazione stabile rimasta, mentre tutto il resto è purtroppo scomparso. Per questo siamo fieri di essere qui a celebrare la Santa Croce – il giorno più importante per Lucca –  e di continuare a fare risultati straordinari ogni giorno, considerato il momento”.
Un lavoro portato avanti costantemente da 17 anni a questa parte per un unico grande obiettivo: Lucca sinonimo di Giacomo Puccini e viceversa. “Un grande riconoscimento – aggiunge Colombini – va anche a The Lands of Giacomo Puccini,  il progetto di Lucca Promos che supporta il Festival. Un messaggio poi dobbiamo dedicarlo a tutti i turisti stranieri intervenuti questa sera: non ci stancheremo mai di ripeterlo, it’s safe to be here“.
In un momento complesso la Fondazione Crl non solo ha mantenuto intatti gli impegni assunti, ma ha anche deciso di rilanciare: “In periodi come quelli che stiamo ancora vivendo – il commento di Marcello Bertocchini – c’è ancora più bisogno di cultura: è fondamentale, al pari delle cure mediche. Senza cultura, del resto, si muore due volte. Deve trattarsi di qualcosa di continuo, che merita di essere vissuto in prima persona: la musica va suonata, non soltanto ascoltata. Qualunque forma di espressione artistica deve continuare ad esistere e, sotto questo profilo, la Fondazione si è impegnata moltissimo. Non abbiamo tolto contributi a nessuno, anzi incitando a fare ancora più di prima se possibile, anche in maniera diversa rispetto ai canoni conosciuti. Un modo anche per far lavorare chi ne ha bisogno nel settore in un frangente difficile”.
Archiviato l’ennesimo grande evento il Festival presieduto e diretto da Andrea Colombini continua nel solco di queste indicazioni, con la proposta di recital sempre diversi ogni sera (alle 19 in San Giovanni) che vedono un costante aumento del pubblico, italiano e straniero.

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