Tremila nuovi alberi in aree comunali: affidato all’Associazione Talea il progetto per la messa a dimora di specie arboree in aree pubbliche per assorbire le emissioni inquinanti e favorire la biodiversità.

 

Ieri (30 luglio), a seguito di bando di manifestazione d’interesse, è stata scelta l’Associazione Talea quale soggetto di collaborazione con il Comune volto alla realizzazione del progetto di messa a dimora in aree comunali di  tremila alberi con capacità di assorbimento di inquinanti.  Il progetto è in linea con gli obiettivi del Piano di Azione Comunale finalizzato al contenimento delle emissioni di polveri sottili (Pm 10 e Pm 2.5) e nel solco degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“La proposta dell’Associazione Talea ci è piacuta subito molto e ci siamo attivati per favorirne la realizzazione nel più breve tempo possibile secondo le procedure pubbliche. Abbiamo censito le aree più adatte e abbiamo sostenuto l’idea nei confronti della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte – afferma l’assessore all’ambiente Francesco Raspini – nei prossimi tre anni 3000 nuovi alberi accresceranno notevolmente il patrimonio arboreo cittadino contribuendo alla qualità generale del nostro ambiente”

“Vogliamo diffondere la cultura dell’ambiente per cercare di contrastare con azioni significative la crisi climatica e ambientale – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Talea Giacomo Gregori – Tutto questo è fondamentale per far acquisire alla comunità la consapevolezza della necessità di comportamenti ecologici che sono il prerequisito fondamentale per vivere in un ambiente migliore con uno sviluppo sostenibile”.

Il progetto “Nuovi alberi” si avvale del contributo tecnico dell’agronomo Claudio Lorenzoni e prevede interventi di imboschimento urbano con specie arboree autoctone tra cui pioppi, farine, frassini, aceri, carpini ma anche ciliegi e tigli. Gran parte di queste specie popolavano, in un lontano passato, le foreste planiziarie del territorio. Nel tempo questi boschi sono stati progressivamente ridotti dalle attività umane, ossia dalla coltivazione agricola prima e poi dall’espansione urbanistica. L’aumento di aree boschive in pianura, nel contesto urbano, assume una grande importanza per l’abbattimento degli inquinanti, per contrastare il riscaldamento del clima, contribuendo a fissare l’anidride carbonica. Inoltre la ricostruzione di un tessuto arboreo connettivo consentirà di mantenere un più alto livello di biodiversità e conseguentemente aumentare la stabilità e la salute ecologica del territorio stesso.

 

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