Storia di Lucca – Terza puntata

Anselmo, che nel 1057 fu nominato vescovo di Lucca e nel 1061 diventòpapa Alessandro II, era nato intorno all’anno 1015 a Milano (Ambrosianae Ecclesiae filius) dalla nobile famiglia Badagio.

Landolfo il Vecchio, nato nel 1050 e autore della “Mediolanensis historia”, scrisse che “erat Anselmus sermone potens, divitiis affluens; qui et ipse sancta Dei evangelia circa tempora convenientia polite populo reserando, praedicabat”.

Anselmo era un dotto uomo della Chiesa ed un valente persuasore: a lui si deve la restituzione al vescovato di Lucca della chiesa di San Pietro a Posseveri, in precedenza caduta nel possesso di alcuni laici.

Parlando di lui, Papa Benedetto XIV scrisse che “hic electus est anno 1061 ob vitae sanctimoniam eruditione insignem, et peritiam ecclesia regiminis”.

Tolomeo da Lucca documenta che Anselmo, prima di diventare pontefice, come vescovo di Lucca si adoperò per ricostruire la cattedrale di San Martino: “Episcopus Lucensis, cui nomen Anselmus… a cardinalibus concorditer in summum Ponteficem assumitur et Alexander secundus est appellatur, qui ante per tres annos Ecclesiam S. Martini fecerat augmentari et multum meliorari”.

La restaurazione venne iniziata nel 1060 e richiese un decennio per essere completata. Altre opere furono aggiunte in epoche successive, soprattutto nel corso dei secoli XIV e XV.

In una iscrizione della porta maggiore si legge: “ad memoriam habendam, et iustitiam retinendam Curtis Ecclesiae S. Martini, scribimus juramentum quod cambiatores et speciarii omnes istius civitatis, tempore Rangerii Episcopi fecerunt, ut omnes homines possint cum fiducia cambiare, vendere et emere”.

In prossimità della chiesa di San Martino era possibile trovare mercanti e cambiatori di valuta, ai quali era stato imposto il giuramento di non trarre in inganno i clienti ed in particolare i pellegrini desiderosi di fare offerte alla Cappella del Volto Santo, che avevano pertanto necessità di cambiare le loro monete straniere.

Il vescovo Rangerio, intorno all’anno 1111, fece apporre detta iscrizione vicino alla porta maggiore della cattedrale per ricordare a tutti il giuramento prestato: juraverunt omnes cambiatores et speciarii… nec furtum facient, nec trecmamentum, nec falsitatem infra curtem S. Martini”.

BIBLIOGRAFIA

Antonio Nicolao Cianelli, Dissertazioni sopra la storia lucchese

AA.VV. , Memorie e documenti per servire alla storia di Lucca

Francesco Inghirami, Storia della Toscana

Antonio Mazzarosa, Storia di Lucca

Emanuele Repetti, Dizionario geografico, fisico, storico della Toscana

Federico Vincenzo di Poggio, Saggio di storia ecclesiastica del vescovato e chiesa di Lucca

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