Massarosa- Forte dei Marmi -Seravezza_A seguito del riscontro effettuato presso l’ufficio di Stato Civile di Seravezza ha trovato conferma quanto in vita ha dichiarato sempre il superstite del 12 agosto 1944 Renato Brunini e supposto con ragionata fondatezza da Guerrino Viti, storico corrispondente de Il Tirreno, il quale ha coinvolto Giuseppe Vezzoni su questa definitiva verifica con cui è stato accertato che la strage nazista compiuta in località Sassaia , tra Pian di Mommio e Corsanico, è avvenuta il 10 agosto 1944 e che tra le 38 vittime ci sono tre che risiedevano nel Comune di Seravezza.
Dopo il riscontro effettuato si può affermare che la data dell’11 agosto 1944 a cui molte fonti fanno risalire la strage è errata e che tre vittime della Sassaia risiedevano a Seravezza. Emerge che furono dieci e non otto gli uomini del cosiddetto gruppo di Forte dei Marmi proveniente dal campo di concentramento fascista di Socciglia: Giancarlo Polacci, Roberto Ricci, Angelo Leonardi, Italo Tognocchi, Edoardo Cope, Vivaldo Tonini, Edilio Dazzi (unico che si salvò), Pietrino Bertoni, Battista Giannelli, Vilfredo Bentini. L’orario della morte di quest’ultimo, ucciso alle 17, si differenzia dall’orario delle uccisioni degli altri otto uomini, passati per le armi alle 19. Seppure ci sia questa difformità oraria che resta inspiegabile (può essere anche un errore di trascrizione), la ricostruzione della storia della strage della Sassaia va leggermente riconsiderata. Intanto, tra i comuni che contano residenti fra le vittime entra anche quello di Seravezza. Inoltre gli uccisi perpetrati la mattina del 10 agosto 1944 alla Sassaia furono 29 e non 31. Agli uccisi della mattina vanno aggiunti i 9 del pomeriggio, gli uomini che provenivano da Socciglia. Complessivamente gli ammazzati furono 38. Del gruppo di Socciglia si salvò il fortemarmino Edilio Dazzi. Ha trovato finalmente conferma quanto ha sempre dichiarato in vita il superstite Renato Brunini e, attraverso sue personali ricerche, sostenuto da Guerrino Viti, nipote della vittima Pietrino Bertoni, lo zio fortemarmino. Viti è un novantaduenne ancora in gamba e appassionato di storia. È stato storico corrispondente de Il Tirreno, con cui ha collaborato per una trentina d’anni, fino al 2000. Le tre vittime di Seravezza in località La Sassaia sono :
1) Cope di Valromita Edoardo fu Giacomo e di Solisina Emilia, di anni trentotto, nato in Inghilterra, professore, domiciliato a Querceta, celibe.
2) Giannelli Battista Luigi, figlio di Pilade e Bazzichi Livia è nato in Pozzi il 16-11-1918. Celibe, professione marittimo, è morto nel Comune di Massarosa il località Sassaia alle ore 19 del 10-08-1944, fucilato dai tedeschi. Il padre meccanico, la madre casalinga. La famiglia era residente in Pozzi. Sull’atto di morte del Comune di Massarosa appare “nato e domiciliato a Lucca”, ma in realtà è nato a Seravezza, come dimostra l’atto stesso inviato per la trascrizione al comune di Seravezza a confermare che l’effettiva residenza doveva essere in questo comune. E’ probabile che a Lucca avesse solo il domicilio.
3) Bentini Vilfredo Vittore Vincenzo, figlio di Enrico e di Buselli Maria, è nato a Seravezza in Via della Stesa il 11-04-1921. Celibe, Vicebrigadiere dei Carabinieri, è morto nel Comune di Massarosa il località Sassaia alle ore 17 del 10-08-1944, fucilato dai tedeschi. Il padre industriale e la madre casalinga.
Giuseppe Vezzoni, addì 17.9.2022

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