TOSCANA PANE: DICHIARAZIONE DEL SINDACO SARA D’AMBROSIO

Qualunque dichiarazione relativa alla vicenda di Toscana Pane, prima di una pronuncia del Tribunale, era ed è assolutamente fuori luogo. Il compito dell’Amministrazione Comunale di Altopascio è di seguire sempre con attenzione questo tipo di vertenze, rapportandosi con i lavoratori, attraverso le RSU, con i Sindacati e con il curatore fallimentare. E così si è comportato in questi mesi il Comune di Altopascio. I proclami non servono, soprattutto quando si usa strumentalmente, per volgari fini elettoralistici, una vicenda dolorosa, che mette in predicato il futuro di numerose famiglie e di un’azienda che ha rappresentato una parte importante della storia economica e imprenditoriale del comune di Altopascio. Una storia che altri, come l’ex sindaco Marchetti, intendono cavalcare solo per gettare discredito su chi oggi governa grazie alle scelte esercitate democraticamente dalla popolazione altopascese. Dimenticando di dire che la soluzione oggi rivelatasi fallimentare fu presentata anni fa proprio come un successo dell’ex sindaco Marchetti e della sua Amministrazione. Lo stesso Marchetti che, a proposito di un’altra vertenza, quella della ditta Panem, aveva annunciato a più riprese – anche in consiglio comunale – l’esistenza di un fantomatico imprenditore interessato a rilevare l’azienda. Imprenditore di cui, come molte altre cose annunciate dall’ex sindaco, non si è più saputo nulla.

La situazione di Toscana Pane, così come di altre vicende industriali attraversate da congiunture negative, è delicata e richiede toni bassi e, soprattutto, il rispetto per le parti in campo, che sono, appunto, i lavoratori, le loro famiglie e le persone istituzionalmente deputate a occuparsene.

I toni usati invece dal consigliere dell’opposizione sono come al solito beceri, da bar di infima categoria, non certamente adatti a trattare di queste e di altre vicende importanti, né corretti nei confronti di chi, come il sindaco attuale, che è il primo rappresentante dei cittadini, merita il rispetto che si deve a una istituzione.

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