TORRENTE MULINA IN LOC. ORTI DI CARBONAIA: PERCHÉ NON SI VALORIZZANO I CORSI D’ACQUA E NON SI RECUPERA LA MEMORIA ANTROPICA FLUVIALE?Mulina 20191124_143037r

Stazzema_ Premesso che siamo a conoscenza che è stato avviato l’iter per stipulare il Contratto di Fiume Vezza, vogliamo tuttavia offrire all’amministrazione di Stazzema una conoscenza e suscitare un’attenzione inerente al tratto del torrente Vezza/Mulina, che, direzione valle, dalla località Tappi (Presa dei Tappi o Pocai) raggiunge la località Presa del Pocai (Gola del Rondone-Ponte di Tomarlo) Lungo questi 500 metri di asta fluviale ci sono ancora manufatti plurisecolari che potrebbero essere recuperati ai fini turistici ma anche essere aule all’aperto per una didattica di antropica fluviale e di rischio idrogeologico. Prese,gore, lavatoi e resti di ferriere e di mulini

Oggi, a 23 anni dall’alluvione, evento che ha distrutto molte opere fluviali e che la messa in sicurezza post-alluvione delle sponde non ha saputo recuperare né valorizzare, sarebbe doveroso riprendere in considerazione il bene fiume per valorizzarlo ai fini turistici e storici e recuperando la conoscenza di un passato di vita sulle sponde che ha consentito l’instaurarsi di diffuse lavorazioni del ferro e di manufatti macinatori (mulini).

Insomma, lungo gli argini c’è molta storia di Stazzema che svanisce nel disinteresse. La foto con la sedia sul torrente Mulina è rappresentativa della speranza che il Comune di Stazzema possa finalmente sedercisi virtualmente per valutare interventi da inserire nel Contratto di Fiume Vezza.

Mulina 20191124_141405r

Giuseppe Vezzoni

Share