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inalmente quest’anno si potrà tornare a mangiare le “mondine” fatte con le nostre castagne, tra un paio di mesi si potrà anche mangiare di nuovo la nostra farina di “neccio”.

Tutto questo grazie alla natura e all’uomo; la natura perché ha saputo difendersi dal Cinipide Galligeno, l’uomo in quanto dopo aver creato il problema del Cinipide importandolo accidentalmente dalla Cina, lo ha combattuto in maniera naturale realizzando il suo antagonista, il Torimus Sinensis. Il risultato è che quest’anno i castagni della valle del Serchio sono rigogliosi e pieni di ricci che aspettano di cadere per regalarci il loro straordinario frutto. Per quanto riguarda la realizzazione delle mondine o caldarroste la procedura è molto semplice: una volta raccolte (dovono essere di qualità adatta) vanno lasciate alcuni giorni a seccare, poi si possono arrostire. Per quanto riguarda la farina di castagne, conosciuta come farina dolce o di neccio, il lavoro è molto più laborioso e complesso. Tra qualche giorno si inizia a raccogliere le castagne, poi si lasceranno nel metato almeno 40/50 giorni a seccare, solo dopo sarà possibile finalizzare questo lavoro e realizzare finalmente la famosa farina di neccio; sareno già oltre il 15 di novembre. Quindi, se qualcuno vi propone una farina di neccio in questo periodo, sappiate che non può essere del raccolto 2015. . .  Occhio alle fregature.

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