I rifugiati partecipano alla nostra comunità aiutando chi è più debole. Questa è una grande cosa che ci rende orgogliosi.

Dopo il clamore mediatico che nei giorni scorsi ha investito il piccolo comune di Fabbriche di Vergemoli,  il Sottosegretario di Stato Gabriele Toccafondi è giunto in Val di Turrite per toccare con mano il progetto di inserimento sociale e lavorativo per i rifugiati politici.  Conferenza Stampa delle grandi occasioni alla presenza del Sindaco Giannini e del Vicesindaco Mariani, il Comandante dei Carabinieri Capitano Paolo Volontè, il Maresciallo Nastasi, la dott.ssa Antonelli in rappresentanza della Prefettura, il tenente Bertoli della Croce Rossa.
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Il Sindaco Michele Giannini ha accolto il Sottosegretario, spiegando i risvolti sociali del suo programma di inserimento.

Giannini – Ogni amministratore che crede nello Stato ha il dovere di adoperarsi per risolvere i problemi che di volta in volta si presentano alla popolazione. Con il nostro programma di inserimento stiamo trasformando un problema in una risorsa, con il risvolto sorprendente di una integrazione pacifica e progressiva tra i rifugiati presenti sul nostro territorio e la popolazione locale. Ogni italiano dovrebbe avere questi sentimenti, essere parte di uno Stato significa contribuire al suo benessere, comunque condividere i suoi bisogni. E’ stato naturale partecipare alla richiesta della Prefettura di Lucca e accogliere profughi sul territorio. Spiegare alla popolazione che non facevamo un favore a qualcuno ma stavamo facendo semplicemente il nostro dovere.  Da qui abbiamo voluto trasformare quello che era definito come un problema in una risorsa; abbiamo detto… ci sono delle persone che sono atte a lavorare sul nostro territorio, facciamole lavorare insieme ai nostri cantonieri.
giannini
Non chiediamo lavoro a nessuno, semplicemente affianchiamo gli operai del comune per mantenere il territorio più pulito. I rifugiati partecipano alla nostra comunità aiutando chi è più debole, come noi. Questa è una grande cosa che ci rende orgogliosi.

sottosegretario
Toccafondi – Oggi a Fabbriche di Vergemoli la mia presenza ha voluto vedere direttamente una esperienza che va avanti da alcuni mesi; dei profughi sono scappati dal suo Stato in guerra, accolti dallo Stato Italiano ed ospitati in questo comune. Da alcuni mesi attraverso il Sindaco e le associazioni stanno dando una mano, lavorano, puliscono giardini e strade, stanno con la popolazione e d’inverno spalano la neve. E’ un segno che quello che il ministro Alfano chiedeva alcuni giorni fa è in atto, chi è ospitato a spese dei contribuenti dà una mano; occorrono condivisione e operatività tra amministrazioni comunali e associazioni, chiedere ai profughi queste attività ed inserirli. Avendo parlato con molti di questi profughi, è loro volontà contribuire verso la comunità per ridare qualcosa di quello che stanno ricevendo.
Sono persone che scappano dalla propria terra perchè in pericolo di vita; noi li accogliamo, spendiamo anche dei soldi per la loro accoglienza, chiediamo all’Europa di darsi da fare e di collaborare; dall’altra parte chiediamo ai profughi di dare una mano alle comunità che li ospitano. Quando i numeri erano minori l’accoglienza era lasciata alla sensibilità, ovvero ai posti già predisposti per l’accoglienza. In questi giorni in molte prefetture si stanno svolgendo riunioni con tutti i sindaci, proprio per sollecitare comuni che non hanno dato la disponibilità a trovare delle soluzioni. In questo momento rischiamo di non dare delle risposte che devono essere date. Non si possono obbligare amministrazioni comunali a mettere a disposizioni posti per l’accoglienza, in questo momento però ogni regione deve fare la sua parte. Alcune regioni non danno disponibilità ad accogliere profughi, questo può diventare un problema perchè gli sbarchi non stanno diminuendo. Ringrazio il sindaco Giannini e tutti gli abitanti del suo Comune perché con il loro progetto sono da esempio per tutto il resto della nostra penisola. Mi complimento con questi ragazzi (profughi) che hanno accettato di osservare le regole di questa comunità, contraccambiando l’ospitalità con il rispetto e l’educazione, mettendosi fattivamente a disposizione del territorio che li ospita.

Volontè – Siamo qui per dare un esempio positivo di integrazione e crescita reciproca tra chi è arrivato e chi c’è. Tutto sulla base di un presupposto: il rispetto delle regole. Faccio un plauso al Maresciallo Nastasi che è stato bravissimo a spiegare e far capire a chi viene da paesi diversi, con culture, norme, tradizioni e problemi diversi quelle che sono le nostre regole di convivenza civile. Immigrazione non vuol dire criminalità, il binomio immigrazione uguale criminalità è uno degli errori più grandi che si possono fare. Complimenti al Sindaco Giannini e al Maresciallo Nastasi.

simone

volontè

Tra il folto pubblico presente anche i rappresentanti dell’associazione “Partecipazione e sviluppo” che cura l’inserimento dei rifugiati sul territorio comunale  di Fabbriche di Vergemoli ed i profughi in tenuta da lavoro.

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