Mulina di Stazzema 1 febbraio 2021

Alla cortese attenzione:

S.E.Mons. Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo di Pisa.
Don Simone Binelli, titolare Unità Pastorale Alta Versilia Due.
Don Piero Malvaldi, Vicario foraneo della Versilia.

e.p.c.
Maurizio Verona, sindaco del Comune di Stazzema, presidente dell’Istituzione Parco nazionale della Pace.

On. Umberto Buratti.
Sen. Massimo Mallegni.

Oggetto: Situazione tetto chiesa di San Rocco di Mulina di Stazzema, luogo di strage nazifascista.

Signor Arcivescovo, Rev.di sacerdoti,
signor sindaco di Stazzema e signori parlamentari della Versilia Storica,

in attesa di una manutenzione che risolva le criticità di impermeabilizzazione del tetto della chiesa di San Rocco di Mulina di Stazzema e dell’annessa canonica, serve tuttavia intervenire quanto prima con un’opera tampone atta ad evitare la grave situazione del possibile collasso completo della copertura e della sottostante volta ( affrescata con fregi decorativi ) del transetto di San Rocco. Occorre impedire l’abbondante infiltrazione della pioggia (vedere la situazione nella foto allegata) e prevenire il conseguente danno alla struttura della volta del transetto.
Da oltre un anno la chiesa è chiusa e non si intravvede quando potrà essere riaperta alle funzioni religiose e alle cerimonie commemorative. La chiesa è un luogo di culto ma anche struttura custode della memoria nazionale per il martirio subito dalla medaglia d’oro don Fiore Menguzzo, dai suoi famigliari e da alcuni abitanti da parte dei nazifascisti .

È superfluo ricordare, benché repetita iuvant, che la chiesa di Mulina di Stazzema, dopo 47 anni di dimenticanza e d’oblio istituzionale e civile della strage perpetrata, è divenuta dal 1991 un riferimento testimoniale dell’estate 1944 in Alta Versilia, che in essa, l’11 agosto 2013, fu firmato un Patto di Amicizia che impegnava i comuni di Stazzema, Domodossola, Castello Tesino, Pisa, Cascina e Pescaglia ( fu sottoscritto per l’Arcidiocesi di Pisa da mons. Danilo D’Angiolo, che aveva tanto cara la chiesa di Mulina così come prima di lui mons. Aldo Martinelli) a valorizzare, attraverso la figura di don Fiore Menguzzo la memoria antifascista e la vicenda terrena della Famiglia Menguzzo, che si svolse nei territori dei comuni menzionati e che si concluse tragicamente a Mulina di Stazzema con il fulgido esempio resistenziale. Testimonianza che non può divenire ancora preda dell’oblio da cui fu strappata nel 1991 e che il suo abbandono sconfesserebbe l’impegno pubblicamente assunto dal sindaco di Stazzema Maurizio Verona di realizzare un piccolo museo sul sacrificio del clero versiliese negli spazi della canonica.

Convinto che quest’appello non sarà lasciato portar via dal vento del deserto ma che troverà una eco d’attenzione e di sinergie concrete, porgo i miei più rispettosi saluti.

Giuseppe Vezzoni
Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema

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