Terzo settore: entro marzo la nuova legge

In commissione Sanità si sono tenute le consultazioni con gli addetti ai lavori. Il presidente Stefano Scaramelli (Iv): “Massimo impegno per legiferare, primo caso in Italia, entro la fine della legislatura”

 

 

Firenze – E’ in pieno svolgimento il lavoro della commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Iv), sulla proposta di legge di Giunta regionale “Norme di sostegno e promozione degli enti del Terzo settore”. L’atto ha lo scopo di adeguare la disciplina regionale a quella nazionale, dopo l’approvazione nel 2017 del Codice del terzo settore.

 

Ieri pomeriggio, mercoledì 5 febbraio, si sono tenute in Commissione le consultazioni, e sono stati oltre 40 i soggetti auditi: rappresentanti delle associazioni degli Enti locali, del terzo settore, delle organizzazioni sindacali regionali e delle associazioni di categoria.

 

“La fase di ascolto e di confronto è molto importante – ha commentato Stefano Scaramelli -. La partecipazione è alla base delle scelte che andremo a fare nei prossimi due mesi, in questo ultimo scorcio di legislatura”. Scaramelli ha annunciato massimo impegno per arrivare, entro marzo, a licenziare e a votare in Consiglio regionale la norma, “prima del genere in Italia”, che vede come protagoniste le associazioni di volontariato e di promozione sociale. “Sono oltre settemila i soggetti che in Toscana operano nel terzo settore – ha ricordato il presidente della Commissione  – per non parlare delle migliaia e migliaia di volontari che, offrendo il loro tempo, rendono grande la Toscana della solidarietà e della sussidiarietà”.

L’obiettivo del provvedimento è quello di promuovere e sostenere gli enti del terzo settore e le altre formazioni sociali, coinvolgendoli in tutto il processo decisionale. In particolare si rende sistematica la collaborazione tra questi enti e la pubblica amministrazione, prevedendo regole precise riguardo alla co-programmazione e alla co-progettazione. La proposta di legge prevede anche che le pubbliche amministrazioni possano stabilire diverse agevolazioni per il terzo settore, come la concessione per un massimo di trenta anni di beni mobili e immobili, l’utilizzazione non onerosa di beni per iniziative temporanee per attività di interesse generale, forme speciali di partenariato.

 

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