Il bottaio.
Tempo di gran lavoro per il bottaio: ancora, tra tini e botti ce ne sono da pulire, sistemare, aggiustare.
Per la costruzione delle botti si sceglievano le doghe ricavate per lo più dai tronchi del rovere di Slavonia, ma anche per il ripristino delle vecchie botti ci si rivolgeva all’esperienza del bottaio, che sapeva rimetterle in sesto.
Delle vecchie botti si conservavano i cerchi non arrugginiti e tutte le doghe ancora sane: queste ultime erano preferibili rispetto a quelle nuove perché

presentavano una stagionature ideale.

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