L’onda d’urto del Covid-19 non ha risparmiato nessuno. L’antico e affascinante mondo dei tatuaggi ha dovuto, deve e dovrà fare i conti con questo dannato virus anche se la passione e l’arte supereranno questa dura prova.

Enrico Ristori, livornese, è un tattoo artist dal 1992.

Tatuo da 28 anni. Ho tatuato in Brasile per tanti anni, a Sydney, a Taiwan e in tanti studi italiani come ospite. Ho iniziato come da tradizione rubando con gli occhi dai vecchi maestri, una volta approcciarsi al nostro mondo non era facile come ora. Avevi a che fare con un mondo fatto di codici etici non scritti, di silenzi in quelle stanze buie e piene di flash, di rispetto e di passione. Ho sempre amato l’aspetto romantico di questo antico mestiere, maestri come Maurizio Fiorini e Nando Marini me lo hanno trasmesso e insegnato. Non avevamo strumentazioni di livello alto come ora, si inventava tanto e ci si arrangiava in tutto. La caratteristica che non è mai mancata e’ stata l’attenzione all’igiene, alla salute del tatuando e alla mia. Per tanto ho dovuto, come i miei colleghi, sopperire ad un vuoto legislativo impressionante, insomma… per dirla tutta ci siamo dovuti documentare da soli sulle procedure sanitarie da tenere con tutte le difficoltà’ che da questo derivavano. Ora finalmente abbiamo linee guida regionali, che si differenziano ma non troppo da regione a regione e abbiamo una formazione obbligatoria per chi vuol diventare tatuatore, anche se dovrà necessariamente essere rivista”.

Enrico Ristori fa parte del direttivo della CNTP – confederazione nazionale tatuatori e piercer, che si muove con la CNA.

In questo periodo di fermo assoluto stiamo lavorando a tematiche essenziali per la nostra categoria, per maggiori informazioni vi invito a seguire la nostra pagina su Fb “Confederazione Nazionale Tatuatori Piercer. Riguardo alle nostre procedure posso garantire che abbiamo sempre lavorato nel massimo rispetto della salute, da anni ormai lavoriamo con dpi come: mascherine, visiere o occhiali protettivi, camici e guanti monouso, copri scarpe, il tutto monouso come I caps per i colori e gli aghi. Tutto ciò che non è monouso viene coperto con pellicole per evitare contagi crociati e/o sterilizzati. Abbiamo un fascicolo di esercizio dove viene descritta la procedura di sanificazione degli ambienti e delle superfici, le procedure per tatuare e le manutenzioni delle apparecchiature utilizzate e dei condizionatori. Usiamo prodotti specifici e siamo veramente molto ben formati ad affrontare tutti i rischi biologici del caso, ad arginare la pericolosità del contatto ematico e facciamo compilare un consenso informato prima di eseguire il tatuaggio o il piercing. In effetti siamo una categoria che al di là degli obblighi di legge ha sempre messo al primo posto la sicurezza”.

Lo studio dove tatua il maestro Ristori è stato chiuso prima del Dpcm di Marzo. Di seguito il post pubblicato sul profilo personale facebook:

– Visti gli ultimi sviluppi abbiamo deciso di tenere chiuso lo studio in via cautelativa. Nonostante sia vero che le norme igienico sanitarie,che seguiamo regolarmente, garantirebbero sicurezza a chi si tatua e a noi che tatuiamo, è anche vero che la totale incoscienza di tanti che continuano a ignorare qualsiasi indicazione per la salute di tutti ci costringono a tenere chiuso. Certo che capirete questa difficile decisione vi terrò aggiornati sulla riapertura – .

Vero è che purtroppo ora abbiamo a che fare con un virus diverso, il contagio avviene per via aerea e non ematica o per contatto. Questo fa sì che ora come ora si necessiti di una linea guida da parte dei tecnici, per poter riaprire in sicurezza. E qui viene il tasto dolente, ad oggi non è stato prodotto nessun protocollo specifico per noi. I dpi non sono facilmente reperibili e i loro prezzi sono andati alle stelle. Il governo ci indica nel 1 giugno una data di riapertura ma restando le cose come ad oggi non potremo riaprire in sicurezza se non ci verrà comunicato per tempo quali procedure dovremo seguire per la sicurezza dei clienti, per la nostra e quella delle nostre famiglie. Siamo stati talmente pervasi di senso civico che abbiamo chiuso giorni prima del lockdown, stiamo lavorando giorno e notte per arrivare a risolvere qualcosa, ma da parte delle istituzioni rimane un vuoto pesantissimo, abbiamo bisogno di risposte e velocemente, siamo al collasso e con noi tutto l’indotto. Tre mesi di chiusura per piccoli artigiani come noi sono devastanti, ci sono arrivati 600 euro (e ancora non a tutti) con le quali dovevamo pagare bollette, affitti di casa, dello studio e campare la famiglia. Ci aspettiamo linee guida chiare e ci auguriamo di poter tornare a fare il mestiere che amiamo, ma in completa sicurezza”.

Il 14 o 15 Maggio dovrebbe arrivare il protocollo delle procedure da tenere alla riapertura che potrebbe essere anticipata al 18 maggio.

Il mondo dei tatuaggi si è mosso in tutta Italia organizzando aste benefiche per sovvenzionare gli Ospedali. Sono state vendute numerose opere ed il ricavato è andato direttamente agli Ospedali. Enrico Ristori ha realizzato cinque opere, cinque opere digitali per una cifra totale di 470 euro che sono andati interamente all’ospedale di Cisanello.

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