Tasse: “Tambellini e la sua amministrazione hanno dissanguato i lucchesi”. 

In 4 anni incremento della pressione tributaria del 37,83% pro capite: le nostre proposte per un fisco più equo, a partire dal “quoziente familiare”  

“L’amministrazione guidata da Alessandro Tambellini ha dissanguato i lucchesi con le tasse”: così Remo Santini, candidato sindaco con le liste civiche SìAmo Lucca e Lucca in Movimento, sostenuto esternamente anche dai partiti Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord.

I dati, parzialmente consultabili sul sito del Comune di Lucca, parlano chiaro: nel 2012, anno di insediamento della giunta Tambellini, la pressione tributaria pro capite era pari a 534,25 euro, schizzati a 736,36 euro già nel 2015. “Parliamo di un incremento pro capite del 37,83 % – evidenzia il candidato – in soli 4 anni”. Ancora più nel dettaglio, nel 2011 (ultimo anno di giunta Favilla) la pressione tributaria pro capite era di 501,36 euro, trasformatosi in 534,25 l’anno successivo (2012), per poi diventare 651,00 euro nel 2013. Nel 2014 ecco un ulteriore aumento a 707,77 euro, fino al dato 2015.

“Un aumento delle tasse – commenta Santini – servito per lo più a finanziare le spese correnti della macchina comunale, a discapito di quegli investimenti sul territorio che avrebbero generato reddito”. Non regge – ed è il dato più grave – la scusa della diminuzione dei trasferimenti dallo Stato ai Comuni: dai documenti contabili si evince come siano rimasti inalterati dal 2012. “Peccato che il bilancio comunale – continua Santini – non possa essere considerato un documento contabile, come ha fatto questa amministrazione. Esso, piuttosto, deve rappresentare lo strumento per reperire risorse e far tornare a circolare l’economia locale”.

Per aggiungere male al peggio, dal 2012 ad oggi si registra un incremento dell’indebitamento complessivo del Comune di Lucca che ricade direttamente sulle tasche dei cittadini. L’indebitamento pro capite, infatti, è passato dai 939,33 euro del 2012 ai 1052,01 euro del 2015, facendo registrare un incremento pari al 12%.

Per Santini “I lucchesi oggi hanno difficoltà con le bollette di gas, rifiuti ed acqua: sono diventate voci troppo pesanti sugli stipendi mensili. Noi ci proponiamo di compiere verifiche stringenti sugli importi attualmente in essere, cambiando il sistema per evitare stangate che non possono essere più ammortizzate. Per questo, inoltre, abbiamo pensato di introdurre il ‘quoziente familiare’: le tariffe dei servizi non verranno più calcolate soltanto in base al reddito, ma tenendo conto anche della grandezza del nucleo familiare”.

Il sistema va ripensato nel suo complesso: “Lo rivoluzioneremo – argomenta Santini – dando il via ad un’indispensabile riduzione del carico fiscale che grava su ogni singolo cittadino, ma anche sulle attività produttive, preservando al contempo gli equilibri di bilancio. Lo faremo iniziando dalla riduzione dell’addizionale comunale Irpef, delle aliquote Imu per gli immobili produttivi e delle tasse per il suolo pubblico. Vogliamo ridurre anche gli oneri di urbanizzazione, in favore di chi investe e crea occupazione sul territorio lucchese”.

Nuove risorse, conclude Santini, nasceranno da rapporti di partenariato pubblico -privato: “Per i progetti di pubblica utilità svilupperemo sinergie con soggetti privati, quasi del tutto assenti sino ad oggi. Si tratta di strumenti da un lato capaci di superare i vincoli di natura contabile e, dall’altro, in grado di colmare le carenze progettuali oggi presenti nell’amministrazione”.

Ufficio Stampa Remo Santini Sindaco

 

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