Raccontano i marinai, che il momento più toccante della giornata in nave, quando son in mezzo al loro elemento, lontani dalle terre e dai propri cari, è la recita, al calar del sole e all’ammaina bandiera, della loro preghiera scritta dal grande scrittore Antonio Fogazzaro.

Già Dante era a conoscenza di questo momento di passaggio dal giorno alla notte per chi “veglia sul mare”:

Era già l’ora che volge il desio

ai navicanti e ‘ntenerisce il core

scrive nel celeberrimo inizio dell’VIII Canto del Purgatorio.

Noi, che non siamo mai stati marinai, ma amiamo la storia, abbiamo provato la stessa sensazione di profonda nostalgia, e l’abbiamo letta sui tanti visitatori, ex soldati di mare, incursori del San Marco, ex cadetti dell’Accademia di Livorno, ma anche in tante famiglie e gente comune, che ha affollato la Mostra fotografica dei Marinai della Valle del Serchio, alla Festa del 1° maggio di Fornaci di Barga.

Con una storia che risale addirittura al 1961, quella di Fornaci è una delle manifestazioni di punta di tutta la regione, in questa data, capace di attrarre in Val di Serchio decine di migliaia di persone, anche da zone molto lontane. Così anche quest’anno, come consuetudine, un treno a vapore, carico di passeggeri, scesi perlopiù proprio al centro commerciale più importante della Valle del Serchio, è arrivato in mattinata da La Spezia.

Tra i fiori e le tante esposizioni, commerciali e non, che caratterizzano questa festa della Valle del Serchio, certo questa mostra dei Marinai, voluta tenacemente dal Capitano di Corvetta. Ing. Massimo Talini e da lui organizzata ed allestita, con l’aiuto di tanti marinai del posto, ha suscitato tanto interesse. Anche per i rari filmati, in gran parte risalenti al Ventennio e agli anni della guerra quando la nostra Marina mostrò di essere allora l’unica arma italiana all’avanguardia tecnologica.

Ma accanto a modellini di navi, pregiate divise della Regia Marina e più recenti, quello che ha reso particolare questa esposizione sono state le foto dei marinai, dove ognuno ha potuto riconoscere i propi cari, un amico, un conoscente, arricchendo la mostra con ricordi e aneddoti personali.

L’intera vallata, per un vecchio accordo tra SMI e la Regia Marina, ha dato tanti marinaia, tanti che non sono più tornati e tanti che hanno continuato questa bella tradizione anche in tempo di pace. Tutti, con le loro esistenze legate al mare, sono ricordati dal monumento-ancora posto di fronte al nuovo ponte per Gallicano. Credo che tutti, istituzioni locali, ma anche Associazione Marinai d’Italia, Provincia e Regione, dovrebbero fare in modo che questa mostra non finisse in questi pochi giorni di esposizione, ma fosse raccolta in una pubblicazione e più ancora: che la mostra trovasse una sede fissa, in modo da raccogliere anche tutte quelle testimonianze di tutta la Valle che finora non sono pervenute.

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Puppa, Talini e Bianchi

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