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Pubblico delle grandissime occasioni questo pomeriggio all’Auditorium della Banca del Monte di Lucca, per l’incontro con Alessandro Gassmann (che ha ripristinato le due n finali del suo cognome) venuto a Lucca in qualità di regista per seguire da vicino la sua compagnia che recita al Giglio: “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Dale Wasserman, tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kesey, la cui versione cinematografica diretta da Miloš Forman è entrata di diritto nella storia del cinema.

Gassmann ha parlato del suo lavoro ambientato in una clinica psichiatrica italiana nel 1982, con l’arrivo di un nuovo paziente che deve essere “studiato” per determinare se la sua malattia mentale sia reale o simulata. Con la sua spavalderia, la sua irriverenza e il suo spirito di ribellione verso le regole che disciplinano rigidamente la vita dei degenti, che finiscono per portare scompiglio e disordine. Ma la sua travolgente carica di umanità poi contagia gli altri pazienti, cercando di risvegliare in loro il diritto di esprimere liberamente le loro emozioni e i loro desideri.

Ma ha trattato anche temi di politica, attualità, filosofia e modernità, rispondendo alle tante domande del pubblico. Una ne abbiamo porta anche noi, se non era emozionato a venire come regista sul palco del Giglio dove il padre, da “mattatore”, da “affabulatore”, da grandissimo attore classico aveva ottenuto sempre grandi successi. Alessandro ci ha parlato della sua vita con questo padre grande, ma non invadente, complicato per la sua sofferenza psicologica, ma che lui da piccolo, credeva fosse davvero Bracalone da Norcia! E dell’emozione grandissima che prova, girando i teatri come il Giglio, teatro che ha elogiato moltissimo, dove suo padre è passato!

 

 

 

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