TACCONI LUCCHESI CON COSTOLETTE DI MAIALE

Cucinata questa ricetta potete ben dire di aver raggiunto il culmine della bontà di un piatto offerto ai vostri commensali.
Vi potete sbizzarrire come volete, potete fare una base di carota, sedano, cipolla e aglio tritati mettendoci poi il maiale, MA, ………c’è un ma………….. io credo e lo credono anche i miei amici per cui la cucino molte volte, la ricetta che vi dò ora è di gran lunga superiore.

Intanto preparate la pasta con tanta farina quanta ne incorporano le uova che avete a disposizione (la pasta può essere anche conservata o congelata, quindi approfittate nella quantità) un pizzico di sale, impastate, fate riposare la pasta in un canovaccio o nella pellicola almeno venti minuti, poi spianatela e tagliatela a quadrati di tre dita per lato, vi verranno irregolari, questi sono i tacconi lucchesi.

Rosolate ora delle puntine di rosticciana con aglio e rosmarino, sfumate con del vino di buona qualità, aggiungete poi un cucchiaio di conserva o del pomodoro maturissimo e dolce, fate cuocere aggiungendo poco brodo di carne per volta (come dico sempre il maiale non sà nuotare quindi sempre poco liquido), aggiungete due o tre chiodi di garofano un piccolissimo pezzettino di cannella, una grattata di noce moscata.

Ci vuole il suo tempo, quando dopo circa un’ora la carne è tenera aggiungete una manciatina di olive di Matraia amare o indolcite all’uso lucchese, ……….se non le avete non mettete altri tipi di olive che rovinerebbero la ricetta, piuttosto niente, cuocete ancora dieci minuti.

Siete pronti, disossate la carne, tritatela e rimettetela nel suo sugo tenendo da parte una costoletta intera e un paio d’olive per ogni commensale.
Cuocete la pasta, molto al dente mettetela nel sugo e finite di cuocere, impiattate e mettete una costoletta per ogni persona in bella vista nel piatto o nel vassoio di servizio, servite con parmigiano in tavola e dei fiaschi di vino delle vostre colline.

Questo piatto ha un difetto molto evidente e importante, ne mangerete a crepapelle, i vostri amici vi pregheranno di cucinarlo nuovamente per loro ogni volta che li incontrerete.
fonte ezio lucchesi

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