VILLA LAGUIDARA, DECINE DI DECESSI………….

SPI Cgil – Sindacato un’altra cosa – Opposizione Cgil –

Lega Pietrasanta—Forte dei Marmi

Il Covid-19 che nella scorsa primavera ha prodotto in Italia migliaia di decessi, in particolare fra gli anziani, non ha risparmiato neppure il nostro territorio: ricordiamo le decine di morti a Villa Laguidara Rsa di Marina di Pietrasanta, dove  dal 1 gennaio al 31  maggio ci sono stati  33 decessi di cui 11 per Covid-19 , accertati da tampone , 56 contagi, di cui 35 anziani delle RSA, 3 adulti del centro psicosociale e 18 operatori. A questi vanno aggiunti 15 ospiti. Questi sono dati  ufficiali, dichiarati pubblicamente dal governatore Marco Canepa.

Sono mancati i dispositivi di protezione individuale e le modalità organizzative non sono state all’altezza della difficile situazione , e di fronte alle rivendicazioni su maggior sicurezza da parte  di alcuni lavoratori/trici ci sono state pesanti reazioni da parte della Dirigenza fino ad indurre auto licenziamenti e licenziamenti.

Purtroppo il virus continua ad essere attivo ed è previsto l’arrivo di una seconda ondata della quale siamo molto preoccupati temendo il ripetersi delle solite inefficienze e ritardi, vissuti nello stato di emergenza passato.  “Niente dovrà essere più come prima” e per questo vogliamo conoscere le cause e le responsabilità di quanto è accaduto affinché non si torni a contare migliaia di vittime .

A pagare sono sempre le fasce più  deboli della popolazione.

Gli anziani infatti, insieme alle operatrici/tori sanitari, sono i soggetti che, con la pandemia, hanno pagato con la vita la destrutturazione del sistema sanitario nazionale pubblico effettuata, in ossequio alle esigenze di bilancio e contro l’art.32 della Costituzione, dai vari governi di destra e centrosinistra, nazionali e regionali, attraverso la regionalizzazione, la privatizzazione, l’aziendalizzazione, i tagli al personale e gli appalti. In particolare nelle Rsa, il contagio ha avuto una profondissima diffusione, come conseguenza degli spazi ristretti, dell’assenza degli strumenti di protezione e della limitatezza dei livelli di assistenza. Così le Rsa che avrebbero dovuto essere lo strumento residuale  di un servizio sanitario territoriale che avrebbe dovuto prevedere anche una presa in carico domiciliare, per accompagnare gli/le anziani/e nella loro  progressiva perdita  di autonomia, sono state  invece abbandonate  alla ricerca del profitto  del privato  o alla inadeguatezza di un terzo settore squalificato.                

Senza sufficiente e continuativa assistenza sanitaria e socio assistenziale e in carenza di progetti personalizzati, anche i sindaci, oltre alle amministrazioni regionale e nazionale, in quanto garanti della salute dei/lle loro concittadini/e attraverso   piani sociosanitari che avrebbero dovuto essere necessariamente integrati, sono stati e sono pesantemente responsabili  di questa progressiva  rinuncia a quel servizio sanitario nazionale pubblico, efficace e diffuso sul territorio che dovrebbe fare della prevenzione la sua pratica principale.

Per questo, ci rivolgiamo ai Sindaci dei Comuni versiliesi, responsabili per legge della salute dei propri cittadini, perché si facciano carico di sostenere, a tutti i livelli,  specialmente in difesa  dei diritti dei/alle anziani/e e delle operatrici/tori delle Rsa, soggetti dimostratesi più a rischio,  e visto il persistere della pandemia, delle seguenti richieste:

1 Rivalutare gli stanziamenti di spesa sociale a partire dai prossimi bilanci preventivi comunali
2 Mettere in atto un piano di verifica dei requisiti delle Rsa poste sul loro territorio in termini di   personale, strutture e attrezzature, in particolare per quanto riguarda le professionalità  multidisciplinari  necessarie e la stabilità  dei/alle dipendenti.
3 Richiedere alla Regione un aumento dei parametri  assistenziali  nelle Rsa, attualmente veramente ridicoli (44 minuti di assistenza infermieristica al giorno!!!). Il diritto alla salute secondo la Costituzione non può  essere subordinato a logiche di bilancio
4 Chiedere, attraverso la Regione , che le Rsa facciano parte integrante del Sistema Sanitario Nazionale, in un percorso di progressiva pubblicizzazione che con urgenza deve essere praticato per quelle non rispondenti  ai requisiti essenziali
5 Pretendere che nelle Rsa siano costruiti spazi collettivi di democrazia interna e di trasparenza  con il coinvolgimento dei familiari dei/lle pazienti
6 Indire un consiglio comunale aperto specifico in cui rendere pubblico il risultato dell’indagine da effettuare sulle Rsa.

Ottobre 2020

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