Il direttore artistico: “Rimborseremo chi è rimasto scontento per la cena anche se non abbiamo responsabilità: sono tutte da addebitarsi ad un noto ristorante cittadino”

 

Qualche intoppo iniziale non vanifica il successo del capodanno al Giglio organizzato dal Puccini e la sua Lucca Festival: a mezzanotte, e fino alle due inoltrate, sono oltre 500 le persone che affollano la struttura per cantare, battere ritmicamente il tempo e chiamare bis. Protagonista assoluto della serata, una volta di più, il Presidente e Direttore GIGLIOartistico del Festival, Andrea Colombini, capace di restituire serenità e gioia al pubblico guidando l’Orchestra Filarmonica di Lucca ed i tre tenori.

La problematica che ha causato alcune lamentele ed indotto una piccola parte del pubblico ad abbandonare l’evento, è stata generata dalla gestione del servizio catering da parte di un noto ristorante cittadino. Tutta la cena a buffet è infatti stata preparata al piano primo, che poteva contenere non più di 50 persone per volta, contro le circa 600 presenti: da qui file e malumore generale. L’organizzazione del Puccini e la sua Lucca Festival, pur essendo responsabile della sola parte artistica della serata, come del resto a più riprese specificato nel corso di conferenze ed interventi sulla stampa, si è subito attivata per migliorare la situazione e consentire di distendere gli animi, aiutando ad allestire il buffet in tempi rapidi anche al piano terra. Settanta persone hanno comunque ritenuto opportuno abbandonare l’evento, poiché non conforme alle loro aspettative.

Pur ribadendo che tutta la responsabilità dell’organizzazione della cena buffet ricade sul ristorante, che non ha fatto quanto precedentemente concordato, il Festival si è assunto l’impegno morale di rimborsare l’intero biglietto a coloro che se ne sono andati.

“Quello che è accaduto mi tocca profondamente – ha dichiarato Colombini dal palco – e mi sento la prima parte lesa di questa vicenda. Come uomo immagine del Festival e per rispetto nei confronti del pubblico intervenuto, ho deciso che saremo noi a rimborsare il biglietto a chi è rimasto scontento per una situazione a noi non imputabile, ma che ci tocca da vicino”.

Alla fine sono oltre 500 le persone che restano in sala, facendo la scelta migliore: il Gran gala di voci con musiche di Puccini, Catalani, Verdi, Bizet, Mozart, Morricone, Bernstein e Lloyd Webber viene applaudito a scena aperta.

Gli interpreti di questa prima parte della serata sono i soprani di fama internazionale Silvia Pacini, Silvana Froli, Paola Grandicelli e Clara Polito, insieme al mezzo soprano Isabella Messinese e al tenore Michael Alfonsi, con il maestro Diego Fiorini al pianoforte. Sarebbe stato assurdo, del resto, imputare qualche responsabilità ad ottimi professionisti intenti a curare la parte artistica dell’evento.

Quando Colombini sale sul palco l’atmosfera di distende ulteriormente e anche gli ultimi animi inquieti si placano, tornando a sorridere. Il Presidente del Festival dirige l’Orchestra Filarmonica di Lucca e ripropone il concerto del 19 dicembre scorso al Musikverein di Vienna, quando la sala d’oro riservò un applausi di dieci minuti agli interpreti. Il risultato non è affatto diverso al Giglio, anzi: il concerto Puccini e i suoi tre tenori guadagna applausi scroscianti, grida di approvazione dalla platea e richieste di bis. Il successo è tale che i tenori Mugnaini, Frediani e Nebbiai sono letteralmente “costretti” a rimanenere sul palco, insieme a Colombini e all’Orchestra, fino alle due di notte inoltrate.

Pubblico in estasi anche per lo speciale ospite della serata: l’attuale prima cornamusa delle Scotts Guards e prossima cornamusa Maggiore Principale dell’intero esercito britannico, Ross McCrindle. Il suo ingresso dal fondo del teatro lascia tutti a bocca aperta, così come la sua interpretazione di Con te partirò insieme ai tenori e all’Orchestra.

Alla fine applausi scroscianti e pubblico felice, anche grazie alla continua interazione di Colombini con platea e palchetti. “Questo è l’applauso che mi è piaciuto di più – saluta i suoi ospiti – perchè me lo avete fatto nonostante foste sempre arrabbiati per quello che è successo all’inizio, anche se io ribadisco la mia totale estraneità. Una risposta di questo genere l’abbiamo ricevuta soltanto a Vienna: riuscirci a Lucca, in casa nostra, ci rende ancora più orgogliosi. La musica è del resto la chiave per risolvere ogni conflitto: soltanto la cultura può salvarci”.

 

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