Più di 50 infermieri dei cinque ambiti territoriali dell’Azienda USL Toscana nord ovest hanno portato avanti nell’ultimo periodo un’indagine che, grazie all’analisi minuziosa di oltre 520 cartelle cliniche, permetterà di far emergere i punti di forza e le eventuali aree di criticità del sistema di tracciabilità documentale negli ospedali dell’Azienda, con particolare riferimento all’impiego dei dispositivi di accesso vascolare, quelli che consentono la somministrazione di liquidi, nutrienti, farmaci e sangue e derivati per via parenterale.

La raccolta dati rientra in uno studio multicentrico nazionale, in forma di audit retrospettivo, promosso dalla Società Scientifica Nazionale degli Infermieri Specialisti del Rischio Infettivo(ANIPIO) ed al quale il Dipartimento aziendale delle professioni infermieristiche e ostetriche, diretto da Chiara Pini, ha aderito, cogliendo fin dall’inizio la rilevanza dell’iniziativa.

L’accesso vascolare è infatti una delle procedure più frequentemente utilizzate nei pazienti in ambito ospedaliero: oltre il 90% delle persone ricoverate ne ha bisogno durante la permanenza in ospedale e per alcune di loro risulta necessario il mantenimento di questo dispositivo per lunghi periodi, per la somministrazione di cicli di terapie e per le cure territoriali.

La registrazione di tutte le procedure e azioni degli operatori sanitari nell’ambito di questo specifico percorso – che vanno dall’inserimento alla gestione fino alla rimozione del dispositivo – rappresenta quindi un fondamentale standard di tracciabilità ed è parte integrante della documentazione clinica.

Le registrazioni sono necessarie per evidenziare le procedure effettuate e per confermare che queste seguano le  buone pratiche  per la sicurezza del paziente.

L’attività di auditing retrospettivo, effettuata attraverso il controllo della documentazione sanitaria prodotta, permette tra l’altro di analizzare le procedure adottate, di valutare il livello qualitativo ed il grado di adesione agli standard delle linee guida internazionali.

Grazie al coordinamento della referente ANIPIO per l’Azienda USL Toscana nord ovest Tiziana Nannelli, infermiera specialista di rischio infettivo, insieme alla rete di referenti per ciascuno degli ospedali interessati, è stato possibile coinvolgere gli infermieri clinici che hanno analizzato e raccolto i dati necessari per lo studio.

Il report dell’indagine, che sarà disponibile nei prossimi mesi, consentirà di identificare i punti di forza del sistema e gli eventuali aspetti per i quali definire azioni di miglioramento.

In attesa della conclusione e della presentazione dello studio, è stato raggiunto già un primo importante risultato, legato alla promozione dell’attività di auditing tra i professionisti sanitari. L’Azienda ringrazia infatti tutti i referenti e gli infermieri direttamente coinvolti nell’assistenza al paziente, che hanno messo a disposizione la loro competenza, fornendo un contributo determinante alla realizzazione dell’indagine.

La referente della raccolta dati per l’ospedale “Versilia” è  Tiziana Nannelli, mentre gli infermieri rilevatori sono Gabriele Ciucci, Caterina Pianadei, Annalisa Ferrari, Maria Rosa Tazzioli, Simone De Marco, Federica Franchi.

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