Stop alle auto nuove a benzina, diesel e gpl dal 2035, la decisione della Ue

Al più tardi dal 2035 sarà obbligatoria l’immissione sul mercato Ue di auto e furgoni nuovi a zero emissioni

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dal nostro corrispondente da Bruxelles Alessio Pisanò

ROMA – Raggiungere una mobilità stradale a emissioni zero entro il 2035 con l’obiettivo, a livello europeo, di produrre autovetture nuove e i veicoli commerciali leggeri nuovi a zero emissioni: è questo l’intento alla base della votazione di ieri sera del Parlamento europeo, che in sessione plenaria a Strasburgo ha approvato la proposta della Commissione europea di rendere obbligatoria entro il 2035 l’immissione sul mercato Ue di auto e furgoni nuovi a zero emissioni.

Il testo ha incassato 339 voti favorevoli, 249 quelli contrari e 24 astensioni.

LE EMISSIONI DEGLI AEREI

Con 479 voti favorevoli, 130 contrari 32 astensioni, l’Eurocamera ha anche votato la revisione del sistema di scambio per le emissioni nocive nell’aviazione: tutti i voli che partono dal territorio dello Spazio economico europeo (che include l’Ue e l’Islanda, la Svizzera e il Liechtenstein) dovranno essere coinvolti nel mercato delle emissioni nocive. Qui le emissioni concesse gratuitamente sarebbero interrotte già nel 2025.

APPROVATE SOLO 5 DELLE 8 PROPOSTE DEL PACCHETTO DI ‘FIT FOR 55’

La sessione plenaria del Parlamento europeo ha approvato solo cinque delle otto proposte di legge del pacchetto Fit for 55, la serie di misure vincolanti presentate dalla Commissione europea per centrare l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 a livello europeo una riduzione del 55% delle emissioni di anidride carbonica rispetto ai livelli del 1990.

RINVIATA LA DISCUSSIONE SULLE CENTRALI ETS

L’Eurocamera ha bocciato la riforma del sistema di scambio di emissioni nocive (Ets) che obbliga 11mila centrali elettriche e imprese a partecipare un’asta in cui aggiudicarsi dei permessi per poter emettere un certo numero di tonnellate di CO2. Al fine di allineare il sistema con gli obiettivi dell’agenda climatica la Commissione ha proposto di ridurre la quota di emissioni concesse gratuitamente ad alcuni settori a rischio. I gruppi dei liberali e dei socialisti avevano concordato di far terminare il periodo transitorio per le emissioni gratuite al 2032, ma i primi hanno in seguito votato per la proposta dei popolari che proponevano di chiudere tale periodo nel 2034. Il testo finale è stato respinto con 340 voti contrari, 265 favorevoli e 34 astenuti. La plenaria ha successivamente deciso di rinviare la discussione in commissione Ambiente per cercare un nuovo compromesso ed evitare di far naufragare l’iter legislativo.

Insieme alla riforma dell’Ets, sono state rinviate anche la discussione sul meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera (Cbam), che avrebbe introdotto dei dazi per i prodotti importati da Paesi terzi e ottenuti attraverso produzioni altamente inquinanti, e sul Fondo social climatico. Entrambi i documenti sono legati alla riforma degli Ets e devono essere resi compatibili, ha spiegato il presidente della commissione Ambiente Pascal Canfin.

VERRÀ RIVISTO IL REGOLAMENTO SUI POZZI NATURALI DI ASSORBIMENTO

Nella votazione gli eurodeputati hanno approvato anche la revisione del regolamento Lulucf (Land use, land use change and forestry sector) per il miglioramento dei pozzi naturali di assorbimento che potrebbe permettere di migliorare l’obiettivo di riduzione delle emissioni dal -55% al -57% (con un meccanismo per i Paesi che non riescono a raggiungere i loro obiettivi annuali a causa di perturbazioni naturali) e il regolamento sulla condivisione dello sforzo che rende per la prima volta vincolanti gli obiettivi per la riduzione delle emissione per i 27 Stati membri.

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