Spiagge del Mediterraneo sempre più a rischio

di Claudio Vastano

 

A causa dell’innalzamento del livello del mare e della crescente acidità delle acque oceaniche, le spiagge del nostro mare rischiano di andare incontro a una brusca riduzione. A rivelarlo è una ricerca scientifica condotta dall’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino del CNR di Oristano, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Il dossier è stato inoltre pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Climate Change. I ricercatori hanno analizzato gli effetti innescati dall’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’ambiente marino, rendendosi conto che le spiagge che si affacciano sul Mediterraneo potrebbero ridursi notevolmente –fino al 30%- entro la fine di questo secolo. Ciò comporterebbe un aumento del tasso d’erosione delle fasce costiere (le spiagge, infatti, fungono da cuscinetto contro l’incessante erosione operata dalle onde) e un accresciuto rischio d’inondazione delle pianure.

“Lontano dalle foci dei fiumi, i sistemi duna-spiaggia possono essere formati, interamente o in buona parte, dai sedimenti carbonatici prodotti dagli ecosistemi marini, ad esempio praterie sottomarine di Posidonia oceanica. Tali sedimenti potrebbero finire con l’essere dissolti dall’acidità dei mari; secondo recenti studi, entro fine secolo il pH marino potrebbe scendere di circa 0,4 unità. A provocare l’acidificazione degli oceani, come noto, è l’aumento di anidride carbonica in atmosfera” ha spiegato Simone Simeone, ricercatore del CNR.

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