Sosta a pagamento al pronto soccorso del Versilia, Marchetti (FI) «Non si faccia cassa sul dolore della gente»

 

«Ci opporremo a che si intenda far cassa sul dolore di chi si reca al pronto soccorso evidentemente non certo per piacere. Le soste in ospedale, soprattutto nell’area dell’emergenza, non possono costare quanto quelle negli altri spazi urbani»: il monito parte dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che, appresa la notizia dell’entrata in vigore della sosta a pagamento negli stalli adiacenti al pronto soccorso dell’ospedale della Versilia, annuncia una ricognizione anche a livello regionale.

«Voler implementare la sicurezza ed evitare la sosta selvaggia in spazi così delicati e che devono rimanere percorribili senza intoppi, oltre che fruibili senza timore di incrociare abusivi o teppisti – sottolinea Marchetti – può anche avere senso. Perseguire questo obiettivo con quella che si prefigura come una stangatina sul dolore della gente, però, fa contorcere lo stomaco. Ma come? Piove la tariffa sul bagnato della malattia e dell’emergenza? No, non va. A meno di non adottare costi simbolici. Quelli annunciati dalla stampa per l’ospedale della Versilia somigliano molto a quelli che potrebbe praticare in via promozionale che so? Un centro commerciale, per esempio. Ma qui siamo in un ospedale. Per altro – prosegue il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Coordinatore provinciale del suo movimento a Lucca – riservare ai disabili appena 5 spazi su 60 a ridosso del pronto soccorso ci pare davvero una soluzione al ribasso d’umanità e improntata a far pagare più utenti possibili».

Marchetti annuncia che prenderà spunto dalla situazione al Versilia per effettuare una ricognizione di livello regionale ed eventualmente produrre un atto di indirizzo conseguente: «Penso a una mozione che impegni la giunta toscana a imporre tariffe poco più che simboliche per il cittadino che va in ospedale – ipotizza l’esponente di Forza Italia – investendo del suo per colmare l’eventuale mancato guadagno per il gestore dovuto a una gara d’appalto che evidentemente, nel caso, non ha tenuto conto del fattore umanità legato alla particolare tipologia di utenza ospedaliera. Sono persone che soffrono, stanno già pagando abbastanza anche solo per quello».

 

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