SOFFRITTO………. CHE UN FA’ MALE, sempre in dialetto lucchese che fà ben riordallo

Ora inviatimi a dì che ‘r soffritto fà male, fà male quando fai brucià l’olio perché c’hai da smalignà al telefano colle tu amiche.
Allòra perché il soffritto un facci male basta seguì un popò ir tegame, in du giri d’olio bon mettici un trito fine di garota, sedano e cipolla, uno spicchin d’aglio ni giova e pò prepariti un pentolin di brodo bello bollente.

il foo un deve esse troppo forte e ci devi mette un cucchiare di brodo e lo giri, lo devi seguì e quando vegghi che il brodo si scecca rimetticelo.

il brodo impedisce all’olio di arivà a una temperatura erta e sicché un brucia, il soffritto ti vien bon uguale e ir tu fegato un ne risente e la tu ‘ucina se ne giova.
Per avé ir soffritto ci vorà un quarto d’òra, se un poi stà senza spipià ar telefano mette ir vivavoce perdie !!!


òra te ne dio un’artra dato che ti sei persa a leggimi: hai impuzsato tutta la ‘asa di soffritto, se tu n’avevi fatto un ber tegame bello largo e grande lo mettevi in quarche vasetto di vetro e lo ‘nfilavi in der congelatore e l’avevi pronto per un mese, se pò vòi esse furba lo passi al passin o ar frullatore, ti vien una pappina, lo metti nel cosin di prastia per fà il diaccio e quando è duro lo metti ne ‘ssacchetti in congelatore, bello pronto rispiarmi spazio e farai un feguron a tavola, mangi genuino e inpuzsi una vorta sola.
Ir fegato e lo stombao ti ringrazsieran.
FONTE EZIO LUCCHESI

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