Sicurezza sul lavoro: Saccardi, infortuni mortali e malattie professionali in lenta decrescita

 

L’intervento dell’assessore regionale alla sanità: “Da 8mila 277 nel 2016 a 7mila 602 nel 2017 gli infortuni denunciati in itinere. Quelli mortali da 75 nel 2016 a 72 nel 2017, a 8 nei primi mesi del 2018”. “Per piani e programmi sicurezza, da Regione 25milioni di euro in 4 anni”

 

Firenze – Infortuni mortali sui luoghi di lavoro e malattie professionali sono  in lenta decrescita in Toscana, ma ancora presenti in modo rilevante. L’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi ha aperto, questa mattina, la seduta speciale del Consiglio regionale dedicata alla sicurezza sul lavoro.

L’assessore ha subito parlato di numeri che richiamano la Regione ad “un impegno costante” e che mostrano come “il tema della sicurezza sul lavoro non sia superato”. “Gli infortuni denunciati in occasione di lavoro in itinere – ha detto Saccardi – segnano un miglioramento, ma sono lontani dall’eliminazione. Si passa da 8mila 277 nel 2016 a 7mila 602 nel 2017, quelli mortali dai 75 del 2016 ai 72 del 2017 agli 8 nel 2018” ed “è l’industria manifatturiera quella più interessata da infortuni”. Anche il tema delle malattie professionali vede una flessione dall’impennata del 2015, si parla comunque di numeri importanti: “Nel 2018, le denunce sono state già 1.220”, l’aumento delle denunce della malattie professionali è – secondo l’assessore – “da considerarsi un elemento positivo, il risultato di azioni specifiche dei dipartimenti di prevenzione”.

Tra le principali azioni regionali, Saccardi ha ricordato il “Piano straordinario lavoro sicuro” (delibera regionale 56/2014), per potenziare i controlli nelle imprese cinesi: “Sono state controllate – ha detto – 8mila 200 ditte delle quali il 60 per cento sono state trovate non in regola, sono stati incassati 13 milioni di euro per multe. Nella seconda ispezione le carenze riscontrate sono state più lievi e quelle gravi, trovate alla prima ispezione, sono scese al 23 per cento”. Nel 2016 è stato messo in campo il “Piano quinquennale sicurezza” (delibera 151/2016) che prevede numerose azioni nei comparti produttivi con controlli tra l’altro in edilizia, agricoltura, nei settori estrattivo-lapideo, portuale-cantieristica, navale-pesca. Poi, si passa al “Piano regionale per la prevenzione” (delibera 1314/2015), con lo sviluppo di 9 progetti tra i quali la sorveglianza sanitaria degli ex esposti all’amianto, l’emersione delle malattie professionali, la cultura della sicurezza nelle scuole, la qualità della vigilanza, il controllo per la sicurezza chimica. Nel 2016, è stato redatto il “Piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo” (delibera 458/2016) che prevede l’acquisizione di risorse strumentali (pc, auto) e umane (ingegneri, geologi) per i controlli in cava, il potenziamaneto dei controlli anche nei laboratori, la realizzazione di una campagna di comunicazione e corsi di formazione sull’attività estrattiva. “Per questi piani e programmi – ha precisato Saccardi – la Regione ha destinato in quattro anni oltre 25milioni di euro, dei quali 23 già liquidati alle aziende sanitarie”. “Con il fondo di solidarietà del 2008, la Regione indennizza i familiari delle vittime cadute sul lavoro: nel 2015 sono state indennizzate 39 persone per 869mila euro; nel 2016, 29 persone per 663mila euro e nel 2017, 18 per 548mila euro”. Oltre ai piani e ai programmi, Saccardi ha fatto presente che esiste un Comitato (in cui sono rappresentate associazioni datoriali, sindacati, asl, ispettorato del lavoro) che stabilisce la vigilanza sui settori più a rischio come edilizia e agricoltura e che ogni anno individua comparti nuovi, “quest’anno sono programmate ispezioni sulle ditte di autotrasporti e industrie a rischio per ambienti confinati”. Il “Protocollo porti”, invece, si concentra sulla sicurezza in ambito portuale.

A conclusione del suo intervento, Saccardi ha ribadito la necessità di un “rilancio delle azioni regionali in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”, con l’individuazione dei settori di maggior rischio, la promozione del coordinamento tra le istituzioni e il completamento dell’attuazione dei progetti regionali già attivi come quelli per il settore marmifero o per le imprese cinesi. Tra le iniziative in programma ci sono il potenziamento delle attività di formazione nelle scuole e sui medici che si occupano di sorveglianza sanitaria degli apprendisti. (bb)

 

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