Si contano i danni sul monte Serra

di Claudio Vastano

Sono ormai domati i focolai che nei giorni scorsi hanno devastato oltre 1300 ettari di macchia
mediterranea sui monti Pisani. I comuni maggiormente interessati dalla catastrofe sono quelli di
Buti, Vicopisano e Calci. Dalla giornata di venerdì non si registrano riprese all’interno dell’area
interessata dai roghi, e tuttavia le squadre del servizio antincendio, coordinate dalla Sala operativa
regionale, sono ancora sul posto per tenere a bada e monitorare la situazione. Rimane da fare i conti
con i danni, ingentissimi, che a momento sono molto difficili da calcolare.
Non basta, infatti, valutare la superficie boschiva distrutta; incrementando il rischio idrogeologico
della zona colpita, gli incendi possono provocare numerosi danni a cose e persone anche a distanza
di settimane o mesi dalla loro estinzione. Cià è particolarmente vero per i roghi di grande estensione
e intensità.
“Da quello che abbiamo potuto capire, si è trattato di un incendio di chioma di tipo eruttivo. In
questi roghi il fuoco transita sulle chiome con una violenza e un’estensione tali che, a distanza,
sembra di essere di fronte a un vulcano attivo. Nel bosco si creano così moti convettivi violenti che
traumatizzano le piante” ha dichiarato il professor Giovanni Bovio, ordinario dell'Accademia
italiana di scienze forestali e docente di assestamento forestale dell'Università di Torino.
Nessuna novità, intanto, per quello che riguarda i colpevoli di un simile scempio. Le forze
dell’ordine, tuttavia, sono fiduciose di trovare qualche elemento che conduca all’identità dei
piromani, grazie all’ausilio delle telecamere di videosorveglianza della zona.

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