Si chiama loop, ovvero la storia che inizia e alla fine torna al punto di partenza.

 

 

Ecco noi questo signore lo abbiamo conosciuto dopo il morso affibbiato a Chiellini nel 2014. Oggi è al centro dello scandalo di Perugia dove l’Università per stranieri ha mostrato tutti i limiti di una parte del sistema universitario italiano. Ormai è evidente che dopo anni di alcuni concorsi pilotati, di nipoti e amanti assunti in cattedra, di baronaggi e tanta politica che ha inserito figliocci e sodali, l’Università mostra le proprie carenze. Non stupiamoci quando vedendo le classifiche mondiali scopriamo che, salvate poche eccellenze, i nostri atenei sono spesso neppure classificati.
Ad aiutarci a mostrare questo meccanismo è lui, Suarez, il calciatore milionario, che è tornato al mordere l’Italia e questa volta a farne le spese non solo alcuni docenti infedeli ma buona parte della babele universitaria.
Non sarebbe male aprire il vaso di Pandora e parlarne perché l’Università forma i cittadini che poi in buona parte vanno a dirigere il paese. Se nascono in ambienti “viziati” poi le conseguenze sono queste.
Grazie due volte caro Suarez: la prima per averci fatto capire quanto sia primordiale il gioco del pallone (e ne abbiamo bisogno per soddisfare gli istinti primari); la seconda quanto sia importante avere nel paese docenti preparati, seri e incorruttibili. Docenti che lavorino accanto ai tanti che oggi giustamente sono indignati e mortificati dopo questo ennesimo scandalo che vede al centro l’Università italiana

FONTE ANDREA GIANNASI

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