SETTANTASETTE ANNI FA LA RAPPRESAGLIA NAZIFASCISTA A FARNOCCHIA, LE UCCISIONI A MULINA . MANCA ANCORA UNA LAPIDE CHE RICORDI L’INCENDIO

 

Oggi corre il 77° anniversario dell’incendio del paese di Farnocchia e dell’uccisione di due abitanti di Mulina di Stazzema da parte dei nazifascisti. Alle 18, sulla piazza della chiesa S. Michele Arcangelo si terrà l’iniziativa dell’amministrazione comunale di Stazzema “Ricordo dell’Incendio di Farnocchia del 8 agosto 1944”

 

 

Stazzema_ Nel 1999 fu consegnato brevi manu all’allora sindaco di Stazzema Gianpiero Lorenzoni un documento redatto da Giuseppe Bertelli e firmato da 65 residenti e oriundi di Farnocchia finalizzato a ricordare i fatti che determinarono l’incendio del paese e a motivare presso il comune di Stazzema la necessità di porre una lapide che ricordasse correttamente l’incendio. Ben settanta furono le case bruciate, senza contare le capanne e le casette per il ricovero delle bestie. Constatato che il documento non determinò la realizzazione della lapide, nel 2004, precisamente il 6 luglio (Prot. Com. di Stazzema 6708), la richiesta, corredata da ulteriore documentazione, fu protocollata all’attenzione del sindaco Michele Silicani (vicesindaco Maurizio Verona). Ormai sono trascorsi 22 anni e ancora la lapide non è stata collocata. A riscontro resta il documento inedito “

 

A Farnocchia manca una lapide per ricordare l’8 agosto 1944” scritto da Giuseppe Bertelli. Un documento che sensibilizza la collocazione del marmo commemorativo ma che di fatto ne impedisce la realizzazione perché è in contrasto con la storia ufficiale che non intende riconoscere l’incendio della frazione stazzemese come atto di rappresaglia nazifascista, così come definisce uno scontro e non un agguato il combattimento avvenuto tra tedeschi e partigiani del 31 luglio 1944. Restano al momento due posizioni inconciliabili quelle espresse da 65 cittadini testimoni ai fatti e dagli storici che non vogliono riconoscere la ricostruzione causale dei testimoni. Ciò ha prodotto uno stallo alla realizzazione del marmo perché il Comune di Stazzema,

 

 

 

benché confortato dalla “ricostruzione storica ufficiale”, non ha tuttavia il coraggio di prendere la decisione per realizzare una lapide corredata da una epigrafe in cui siano assenti i termini “imboscata” e rappresaglia”. Giuseppe Bertelli, nella premessa dell’inedito “A Farnocchia manca una lapide per ricordare l’8 agosto 1944”, scrive:” Certe tendenze politiche (non so come chiamarle) sulla lapide vogliono ricordare solamente che, l’8 agosto, i tedeschi bruciarono Farnocchia. Punto e basta. Senza riportare le parole rappresaglia, imboscata e morti”.

 

 

Domani, oltre all’incendio di Farnocchia, è anche il 77° anniversario dell’uccisione di due civili mulinesi, Guido Meccheri e Samuele Papini. Furono freddati con un colpo di pistola alla tempia presso la piazzetta dell’Appalto Garbati a Mulina. Rastrellati la mattina all’inizio dell’operazione che portò all’incendio di Farnocchia, furono ammazzati nel tardo pomeriggio da un sottufficiale nazista rientrato a valle. A nulla valse il tentativo che fece don Fiore Menguzzo per salvarli. Due giorni dopo i corpi furono sotterrati nel Campo della Rimembranza di Mulina e poi, nell’immediato dopoguerra, traslati nel camposanto di Stazzema. A quel tempo il paese di Mulina era privo del cimitero, che fu realizzato nel 1961.
Giuseppe Vezzoni, addì 8.8.2021

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